Archive for 28 settembre 2013

RV…30 anni dopo

Era solo un’idea. Poteva essere una bellissima idea oppure una roba da dimenticare, il confine tra l’una e l’altra cosa è sempre molto sottile. Per poter essere bella e vincente, un’idea deve anche poter essere condivisa con altre persone. Più o meno è andata così con la creazione dell’RV30. L’idea di Stefano poteva rimanere tale, dimenticata, irrealizzata e invece è diventata realtà proprio grazie alla condivisione con tutti gli amici del gruppo. Ognuno ha fatto la sua parte, ciascuno ha dato il proprio apporto in termini pratici e teorici. Tutto finalizzato a un obiettivo: la realizzazione.

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E pensare che era poco più di un rottame quando il grande Andrea l’ha messa a disposizione del gruppo, pronta a essere trasformata grazie al…pensiero di tutti.

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Poi, piano piano tutti ci mettono qualcosa, una parola, una idea, una mano di aiuto. Fabio, Gianluca, Cosimo, Luciano e tanti altri a spingere nella direzione giusta. E i pensieri prendono forma, dalle ipotesi alle vesti definitive.

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E si lavora, si lavora duramente per raggiungere l’obiettivo. Sul bancone, in carrozzeria, in garage. Ogni posto diventa buono affinché l’idea, o meglio, il sogno si realizzi.

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Signori: la RV30 è una realtà, un sogno che si realizza. Esiste davvero e sarà esposta a Novembre a Novegro (MI).

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E siccome questo è un anno straordinario per la nostra RV, le sorprese non sono ancora finite. Non possiamo anticipare niente, ma vi possiamo garantire che rimarrete senza parole. Continuate a seguirci.

Non tutti sanno che…

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Quest’anno ricorre il trentennale della presentazione della Gilera Rv (ed RX) al Salone di Milano del 1983. Ovviamente la RV diventò subito la moto più ammirata e…desiderata, soprattutto dagli adolescenti. Guardare le foto dell’epoca non è mai banale e scontato usando l’occhio di oggi. Guardate la foto dello stand Gilera: la RV è nella sua veste quasi definitiva, ma quello che si vede dietro è incredibile. Si tratta di una preserie della RV 200 che in realtà è abbastanza diversa da quella che sarà messa in vendita nel 1985. Diversi gli adesivi (come quelli del 125 ma con le scritte 200) diverso il colore (sembra un rosso pastello) e l’equipaggiamento (dietro c’è un tamburo mentre la 200 vera avrà il disco). Insomma, una 125 truccata da 200 giusto per esporla al salone e vedere l’effetto che fa.

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Della Rv, comunque se ne parla anche a distanza del Salone, nel 1984, a ridosso della commercializzazione. L’attesa per vederla nelle concessionarie è spasmodica.

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Fino al primo listino, dove potevi andare in concessionaria ma ti dicevano che le prime consegne sarebbero state a giugno.

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Questo è invece il primo listino, dell’85, quando compaiono le sorellone 200.

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In ogni modo la RV è sempre stata la star di quegli anni, non ce n’era per nessuno, nemmeno nella pubblicità.

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Piccoli Gileristi…crescono

Succede sempre così: il papà è appassionato e oltre a passare un sacco di tempo a pulire, smontare e rimonatre la RV, a volte si veste con magliette e cappellini strani. E mentre la mamma ogni tanto sbraita e richiama all’ordine il papà, il cucciolo, invece, guarda curioso e si lascia vincere dallo stupore. Quella moto bella di papà, il cappellino e la maglietta di papà eccetera. Va bene, forse è ancora presto per saltare in sella, ma almeno il look, quello sì. Ed è così che i piccoli gileristi crescono e ancora non sanno che un giorno quella moto e quelle foto diventeranno un ricordo incredibilmente bello. Come noi li avevamo alla loro età. Più Gilera per tutti!

 

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Il problema degli adesivi

Una delle cose più fastidiose nel restauro della RV è il posizionamento degli adesivi. Essendo abbastanza estesi e per la maggior parte su superfici curve, non è affatto facile metterli con precisione. Però c’è il trucco. Il punto di partenza è quello di procurarsi solo adesivi di qualità. Se sono originali, devono essere in ottimo stato. Se sono delle repliche come i nostri, devono essere di qualità indiscutibile, non solo nel materiale ma anche nel taglio. Fatta questa premessa, per prima cosa, bisogna ritagliare le varie sezioni con cautela cercando di avvicinarsi il più possibile all’adesivo da trasferire. Dopo questa operazione, bisogna staccare la protezione della colla e irrorare l’adesivo, che sarà mantenuto solo dal suo supporto di carta superiore. Con cosa lo si bagna? Con una soluzione di acqua e sapone messa in uno spruzzino. ma attenzione, non mettete troppo sapone, ne serve poco.

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Dopo aver bagnato l’adesivo, bisogna bagnare anche la superficie su cui si andrà a posizonare. Facendo strisciare l’adesivo, tenendolo per un lembo, si distribuisce il velo d’acqua e vi accorgerete che la decal ci galleggia sopra con pochissimo attrito, in modo da riposizionarla a piacimento. Quando la posizione è giusta, con una spatola di gomma dura si fa defluire l’acqua da sotto, con movimenti dall’interno verso l’esterno stando attenti a non muovere l’adesivo.

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Et voilà, il gioco è fatto. Per la posizone corretta degli adesivi guardate le centinaia di foto delle moto dell’epoca e ricordate che spesso non li mettevano dritti nemmeno in fabbrica. Qui il maestro Luciano è intento ad attaccare quelli della RV30: lo ha fatto a schema libero.

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Recupero di una RV 200

Ci sarà pur spazio da qualche parte. Ci sarà pur qualcuno che vuole adottare questa povera motilla bisognosa di cure e affetto. E succede così: perso un padre, se ne trova un altro. Adottivo, certo, ma magari più appassionato e devoto.

 

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Quelle sensazioni strane

Guidare la RV 125 dopo 30 anni e, soprattutto, dopo un sacco di altre moto, dà delle sensazioni strane. Non so come spiegarlo. Prima di averne una per le mani, i ricordi erano intatti, nel senso che l’adrenalina di allora era legata a precise azioni, capacità ed eventi. Saresti stato disposto a giurare che la RV andava così, che si guidava così e che potevi abusarne così. Insomma, eri portato a mantenere intatti i parametri mutuati dalle sensazioni e dai ricordi a prescindere da tutto il tempo e da tutta l’acqua che era passata sotto i ponti.

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Poi, dopo 30 anni, rimetti il sedere su una RV e ti senti strano. I ricordi vengono spezzati dal presente, da quello che la moto fa adesso, da quello che è il tuo nuovo metro di giudizio non più da sedicenne. La guidi e ti accorgi che non è più quella bestia che ricordavi, che la forcella sembra fatta con due stuzzicadenti, che il motore sembra fermo e che di sterzo è davvero leggerina. Scopri che tu sei cresciuto e con te le tue capacità e i tuoi limiti mentre lei, miss RV, è rimasta la stessa, quella di 30 anni fa. Una cosa normale, ovvia, si direbbe. Certo, però adesso c’è il dubbio: è stato un bene rinfrescare i ricordi in qualche modo ridimensionandoli oppure era meglio che rimanessero intatti, così come si erano creati in adolescenza?

Sono pensieri che ti sfiorano la mente mentre la guidi. Flash di vita vissuta che ti abbagliano mentre senti il suono del cicalino delle frecce o guardi nei Vitaloni chi ti segue. Affreschi di momenti di spensieratezza che ti ritornano in mente mentre pinzi col Grimeca oppure sgasi in zona gialla a 8.500 giri. E poco a poco la mente si ripopola di tutte le sensazioni di un tempo, quel gusto non replicabile che c’era dietro le nostre imprese un po’ da incoscienti, a metà strada tra la bravura e il culo del principiante. Oppure i nostri viaggi, le volte che si andava a scuola, le sere d’estate in giro con una ragazza dietro. Piano piano tutti quei ricordi accantonati e sbiaditi riprendono colore. Ed è proprio in quel momento che, con la mente di nuovo appagata dalle belle sensazioni, ti risvegli nell’esatta dimensione della tua RV. Felice.

Shooting at Vairano di Vidigulfo (PV)

Today some active members of gilerarv200.it were at the circuit of Vairano di Vidigulfo (PV) for shooting. Their unbelievable bikes, shining and well restored, are the stars of a future reportage on a famous magazine.

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Four fabulous bikes were involved in shooting, like gorgeous and luxuriant models: RV 125 MKI, RV 125 MKII, RV 125 MKII red variant and the well known RV 200 MKI owned by mr. Stefano.

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There is no doubt that this day is another important step in the field of the initiatives and activities of the group. The bikes, of course, were the protagonists, but the drivers, with the motto “more gilera for all”, had their important role too. Do you recognize some of them?

 

Un nostro segreto

Tanta gente ci chiede perché ci troviamo a Zocca, il paese di Vasco Rossi. Perché siamo fans del cantante? No, il motivo non è quello, anche se Massimo si è presentato al terzo RV-Day “anche” per quello. La ragione per cui noi errevuisti ci troviamo a Zocca me l’hanno raccontata Stefano e Fabio e io qui ho deciso di renderla pubblica.

Dunque, dopo il primo RV-Day, si voleva cercare un posto che fosse il più possibile centrale ed equidistante dalle residenze degli errevuisti, in modo che tutti potessero partecipare al raduno. Ma prendere una località e basta sulla carta geografica non è sufficiente: occorre anche un punto di riferimento dove mangiare, dormire, riunirsi. E quello che abbiamo noi, scusate la presunzione, è il meglio che si possa desiderare.

Al Ristorante Bonfiglioli gli errevuisti hanno trovato davvero una seconda casa. C’è posto per le moto, si mangia da favola e all’occorrenza si può anche dormire, che cosa desiderare di più? Spendere poco. C’è anche quello: da Bonfiglioli, dopo aver mangiato di tutto e di più, aver assecondato il palato e deliziato la lingua con sapori meravigliosi, te ne vai con ancora il portafogli pieno in tasca perché i prezzi sono davvero ottimi.

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Ecco, uno degli ingredienti dei nostri RV-Day è il Ristorante Bonfiglioli, un posto che consigliamo a tutti se vi trovate da quelle parti. Noi l’abbiamo provato e riprovato e siamo convinti che sia il massimo. Noi ci torniamo sempre, più volte all’anno, con immenso piacere. Provatelo anche voi.

Bar Ristorante Bonfiglioli

Piazza Monsignor Domenico Saldinari, 35, 41059 Zocca (MO), Italia

tel: 059988451
ps: se non vi fidate degli errevuisti, provate a vedere in rete che valanga di commenti positivi si è meritato il nostro Bonfiglioli

 

Ritorno al futuro

I sedicenni di oggi non hanno la minima idea di che cosa significhi avere una moto, accudirla, modificarla e mettersi in gioco. Poi cercare di rinnovarla perché sono uscite moto nuove e la nostra ci puzza di vecchio.Oppure ci siamo fissati su una particolare grafica o sogniamo le moto più grosse. E nel frattempo ci accontentiamo di tempestare la nostra di adesivi perché alla fine ciò che conta è il nostro sogno.

Ecco, dopo aver visto un gran premio, ma uno di quelli veri con gente come Spencer, Lawson, Schwantz, Roberts, Haslam, Gardner, Rainey, gente con le palle, non le checche di oggi, a noi ci veniva voglia di imitarli. Così:

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cosa c’è di meglio di una strada isolata di campagna per fare le penne? Moto di Cosimo

Va bene, non è proprio la stessa cosa. Ma avevamo una RV non una quattro cilindri 500. E poi l’ho detto, contava il sogno, la suggestione. Come quando, contravvenendo a qualunque norma, si andava in giro col fanale coperto perché messa così la nostra RV faceva molto racing

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Come si può intuire dal casco, io tifavo per Lawson. E anche la mia RV traeva spunto dal campione americano. Moto di Cosimo

La bellezza di questa nostra moto non teme confronti. Non importa se la riempi di adesivi, se la rivernici di un altro colore o se gli piazzi una carena: farà sempre un figurone. Come una bella donna, baciata dalla fortuna per avere un fisico longilineo: non importa che vestito mette, sarà sempre affascinante.

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Yamaha e Honda erano le moto più belle di quei tempi. Il mio amico Roberto riverniciò la sua RV come la RD  350 LC. Io invece scelsi una livrea più elegante, Yamaha Factory. Moto di Cosimo

Sì, anche io cambiai il vestito alla mia moto. Comprammo un bianco latte, accecante e ci mettemmo nel box a fare pasticci. Devo essere onesto: sarà stato il culo del principiante, ma la verniciatura ci venne davvero bene. E il risultato finale, come potete vedere sopra, è davvero notevole. Ah i sedicenni di oggi con i loro cazzo di smartphone e youtube non sanno che si perdono…

 

Era il 1984…

Nel 1984 queste erano le prime venti moto più vendute d’Italia. Come vedete, le prime sette sono enduro, ma il vento sta cambiando: c’è sempre più voglia di moto da strada. Prima di leggere i numeri, due considerazioni: la Gilera RX è in vendita da marzo mentre le prime RV saranno immatricolate a giugno, quindi le due moto di Arcore non hanno potuto sfruttare tutti e 12 i mesi di vendita. La seconda considerazione è che… nel 1984 avranno pure venduto una valanga di Aletta Rossa, ma nel 2013 le RV in circolazione, restaurate assicurate e circolanti sono moooolto di più.

 

1)      Cagiva Aletta Rossa 125        13.652

2)      Gilera 125 RX                          6.475

3)      Yamaha XT 600                       6.427

4)      Honda XL 125R                       5.236

5)      Honda XL 600R                       4.626

6)      Cagiva Ala Rossa 350              3.605

7)      Honda XL 200R                      3.450

8)      Laverda LB 125                      2.914

9)      Kawasaki KLR 600                  2.725

10) Gilera RV 125                            2.674

11) Honda XL 125S                         2.662

12) Kawasaki GPZ900R                     2.496

13) Moto Guzzi V35 Custom              2.494

14)  Cagiva Aletta Electra 125           2.148

15) Aprilia ST 125                            2.038

16) Moto Morini Canguro 350             2.003

17) Honda CBX750F                         1.768

18) Honda CS 125                           1.436

19) Cagiva SS 125                           1.418

20) Honda XL 500 R                          1.537

Noi ci siamo!

Questo sito e il gruppo di amici che in tutta Italia è legato alla Gilera RV, nasce perché qualche anno fa Stefano decise di restaurare la propria RV 200. Da solo, senza una rete di amici ad aiutarlo, si è rimboccato le maniche e portato avanti il suo progetto. Non solo il restauro in sé, ma anche far conoscere il proprio lavoro. Ecco perché il sito si chiama così pur parlando di tutte le RV.

La passione e l’entusiasmo di Stefano hanno poi coinvolto Fabio, che ha voluto restaurare una RV 125 e Gianluca, che si è occupato del sito originario e delle attività collaterali. Da lì è stato un crescendo: sono arrivati tanti altri amici come Luciano, Francesco, Andrea, Luca, Christian, Daniele, tutti appassionati e tutti attivi. Ci sono stati ben tre raduni e adesso una nuova edizione del sito.

E tante altre iniziative sono in cantiere. Insomma, il gruppo cresce e migliora sempre. Chi l’avrebbe mai detto che da una fissa di Stefano si sarebbe arrivato a tanto? Nemmeno lui se lo aspettava. Però chissenefrega, ormai ci siamo e noi siamo felici così.

 

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Sì, anche noi!

Come tutti i gruppi seri, anche noi ci siamo dati alla creazione di merchandising. Adesivi, magliette, calendari e…intimo! Va bene, stiamo scherzando: le mutande le abbiamo fatte solo per gioco, ma le altre cose esistono davvero. Se volete un adesivo del gruppo, chiedetecelo: ve lo manderemo gratuitamente.

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Coming soon

Questa moto, questa RV davvero speciale, vi stupirà…

Continuate a seguirci

 

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L’abbandono di Arcore

Nell’ottobre del 1993,la fine della Gilera è stata quanto di più triste e inglorioso si possa immaginare. Subito dopo le ferie estive la Piaggio annuncia di voler chiudere lo stabilimento di Arcore. Per 369 dipendenti si aprono le porte della cassa integrazione. Verso fine ottobre, Arcore viene messa a soqquadro da una grande manifestazione di protesta dei dipendenti Gilera. Tutta la cittadina partecipa e i commercianti per solidarietà tengono giù le serrande. Mai vista tanta partecipazione. Eppure non cambia nulla: la Piaggio trasferisce a Pontedera le ultime produzioni dei cinquantini e sull’area dello stabilimento iniziano a girare gli avvoltoi della speculazione. Nei giorni di massima tensione si è pure assistito a dei saccheggi. Dalla fabbrica spariscono moto intere e un numero notevole di ricambi e documenti, tanto che gli stessi emissari della Piaggio non trovano parecchie cose. Umberto Masetti dice: “Io penso che se il commendatore (Gilera) sapesse quello che sta succedendo si rivolterebbe nella tomba. Lui era nato operaio e quella moto se l’ era costruita pezzo per pezzo. Eravamo i primi nel mondo, ora siamo gli ultimi”.

Quando i giapponesi ci facevano una pippa…

Nel dicembre 1986 la rivista inglese Performance Bikes pubblica la prova della RV 125 ES messa a confronto con la Kawasaki AR 125 LC. Della moto italiana gli inglesi dicono che non sembra una 125, ma una 250. Che è stabile, abitabile anche in due, bella, ben rifinita, ma il mordente del freno anteriore non è un granché e il motore muore quando dovrebbe esplodere. Certo, dicono gli inglesi, il motivo c’è: in Inghilterra vige il limite dei 12 CV e le RV che nascono da 21 CV devono essere strozzate e il motore così muore poco prima dei 6000 giri, cioè quando la RV libera entra in coppia. La Kawasaki invece è una specie di zanzara da 100 kg (la RV ne pesa quasi 140) con gommine 2.75 davanti e 3.00 dietro (la RV ha una 3.25 davanti e 3.50 dietro) che però ha un motore meglio sfruttabile nei suoi 12 CV e un freno anteriore con un sacco di mordente. Inoltre, grazie alla carenatura semi-integrale, va anche più veloce. L’articolo, però, conclude dicendo che comprerebbero la Gilera. Nel 1986, anche in questo campo, non temevamo confronti. Oggi non abbiamo più nulla. Fanculo! (scusate lo sfogo)

 

 

III° RV-Day

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Per la terza edizione dell’RV-Day abbiamo fatto le cose in grande. Per prima cosa mandato agli organi di stampa il comunicato che vedete sotto:

Si è svolta a Ciano di Zocca in provincia di Modena la 3a edizione del Raduno delle Gilera RV 125 e 200, la motoleggera della casa di Arcore protagonista della prima metà degli anni 80. La manifestazione, organizzata dal sito gilera-rv200.it, ha visto quest’anno la partecipazione di 15 appassionati, che hanno portato a zonzo per le strade dell’entroterra modenese ben nove motociclette in perfetta efficienza. Una passione, quella degli “errevuisti”, che contagia non solo chi la moto l’ha posseduta in adolescenza, ma anche ragazzi che non erano ancora nati quando le rombanti Gilera sfrecciavano su e giù per le città.

La terza edizione del raduno ha avuto un significato particolare: ricorre infatti il trentesimo anno dalla presentazione della moto, avvenuta al Salone di Milano del 1983. Un crescendo costante, grazie all’entusiasmo dei membri del sito gilera-rv200.it, la manifestazione ha visto una costante crescita dei partecipanti. Il segreto della manifestazione, oltre alla passione, sta anche nella formula scelta dagli organizzatori: un weekend dedicato non solo alle moto, ma anche al buon cibo e alle escursioni tra le tortuose strade da Zocca al lago di Suviana, luoghi ideali per esaltare le doti delle RV 125 e 200.

La scelta della cittadina modenese, famosa per aver dato i natali al cantante Vasco Rossi, non è casuale: è centrale rispetto ai luoghi di provenienza degli appassionati, che giungono da Milano, Prato, Ferrara, Siena, Pistoia, Brescia, Bologna e Modena. Obiettivi per il futuro? Appuntamento all’anno prossimo con ancora più appassionati e moto che, attualmente, sono già in fase di restauro.

E diciamo che è andata bene: siamo stati ripresi da Motoblog e TGCom, come potete vedere dai link sotto.

http://www.motoblog.it/post/145623/foto-del-giorno-raduno-delle-gilera-rv-125-e-200

http://www.tgcom24.mediaset.it/motori/moto/articoli/1095957/il-raduno-della-gilera-rv200.shtml

Non solo: la notizia è stata riportata anche su Dueruote. Che dire? Quale migliore soddisfazione per il lavoro fatto sinora. Anno dopo anno l’RV-Day cresce sempre più e noi siamo felici di condividere questa passione con un sempre maggior numero di persone. Comunque, se siete arrivati a leggere sin qui, ecco una carrellata di foto di questa magnifica giornata e dei preparativi.

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Anche 30 anni dopo, la RV riesce nella magia di farti sentire speciale e fortunato a guidarla. Perché se avessi avuto una Laverda LZ, una Cagiva SST, un’Aprilia SXT oppure una Honda NS, non avrei mai avuto, oggi, la possibilità di vivere l’esperienza di questo raduno e di stare assieme a un gruppo di amici un po’ matti, ma meravigliosi. E poi non ditemi che non è una moto magica!

II° RV-Day

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Questa RV, un rottame messo assieme con un accozzaglia di pezzi, è una moto fortunata. Perché? Perché il destino ha voluto che si trasformasse nella RV30: il brutto anatroccolo che diventa cigno.

Bello raggiungere un traguardo, bello raccogliere i frutti di un’iniziativa che si conclude al meglio dopo una lunga preparazione, la risoluzione di imprevisti non considerati, l’organizzazione di tutt’una catena di eventi.

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È bello perché dietro c’è tanta passione e la passione, si sa, è il motore di tutto, è una spinta interiore che rende possibile ciò spesso appare impensabile. Bello, certamente bello tutto questo.
Ma c’è che dice che il difficile non è raggiungere una meta, bensì essere in grado di riconquistarla, anzi, ancor meglio, di superarla, di giungere ancora più in là, dove soddisfazione e contentezza risulteranno ancora più grandi.
E questi ragazzi, ragazzi, sì, a dispetto di quanto dichiarato dalla carta d’identità, sono stati capaci di replicarsi di superarsi.

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Tutto comincia la mattina del 19 maggio…no, quando mai…ma quale 19 maggio?…Tutto comincia quando neppure è finito l’incontro del 2011, il primo, quello che aveva dimostrato che sì, si poteva fare, la passione poteva unire. E così si pensa subito ad una seconda edizione, ci si lascia con un arrivederci e un appuntamento seppur generico all’anno successivo. Robe all’italiana, di quell’Italia di cui andare orgogliosi, di gente che si saluta con il sorriso su un volto caratterizzato dalla fatica e, al tempo stesso, dalla contentezza.
Per il secondo raduno, per la conferma di quanto costruito l’anno precedente, si decide una location che profuma di motori. Si va a Zocca, in quell’Emilia da sempre patrimonio di gomme, benzina, asfalti che si snodano in scenari da favola. Stefano e Fabio partono presto da Milano a cavallo delle moto. D’altra parte sono loro le protagoniste, no? E che ruolo reciterebbero se le si chiudesse dentro un furgone?

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In furgone arriverà invece Gianluca, con al seguito la sua Arizona Hawk, la consorella progettata per mettere le ruote anche al di fuori dell’asfalto. Stefano, Fabio, Gianluca, Luca, Andrea, Luciano e Christian: da più parti arrivano a Zocca anche solo per guardare, per ricordare una moto che si possedeva e che si continua a possedere in ricordi vivi e colorati. E tutto questo incrocio di contentezza e racconti è l’occasione più adatta per presentare la RV da allestire a breve con una colorazione tricolore che è un tributo al 150esimo anniversario dell’Italia unita. C’è poco da commentare: qui si va oltre la passione, si crea un contesto che parla di storia, di impegno, di tempo che sembra fermarsi perché ciò che era bello ieri sia ammirato anche oggi.

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Ci sono ben cinque RV e un’Arizona, ma la compagnia cresce anche con Andrea, venuto apposta da Verona alla guida della sua Transalp. Che c’entra la Transalp con le Gilera 125? È il potere dei ricordi, della memoria, della nostalgia. Andrea oggi ha una Transalp, ma un paio di decenni fa (forse anche qualcosa in più) guidava un’RV. Impossibile resistere al richiamo di sensazioni che sembravano sepolte per sempre. Gli ospiti non si esauriscono però qui: una KZ Endurance nera incontrata per strada con marito e moglie in sella volge immediatamente il senso di marcia e si accoda al gruppo: più siamo più ci divertiamo; più siamo meglio ci troviamo uniti in una passione che pulsa invariata dopo tanto tempo.
E se è vero che è bellissimo percorrere insieme curve e tornanti in paesaggi da cartolina, è altrettanto vero che il miglior momento d’aggregazione è la tavola.

A Zocca tutti al ristorante Bonfiglioli, emblema dell’ospitalità e della cucina emiliana, a parlar di moto, di strade, di capelli bianchi che non c’erano, di adolescenti trasformati in ragazzoni con qualche ruga.

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Tre giorni passati così, con questo spirito che vuole il divertimento semplice; più di seicento chilometri insieme e poco importa se l’ultimo quarto d’ora si conclude sotto una pioggia da tempesta. C’è un’RV da smontare e verniciare in tre colori, non si può perder tempo, l’appuntamento con l’anno prossimo bussa già al cuore di questi centauri.