Archive for 28 ottobre 2013

RV 125 30 anni dopo: i files segreti

“A volte lavorare per la Piaggio era molto complicato”: a dirlo è Paolo Martin, il papà della Gilera RV (ed RX), da noi incontrato nel suo atelier in provincia di Torino. Per il gruppo di Pontedera il designer torinese ha disegnato, tra gli altri, lo scooter GSA, i ciclomotori CBA ed ECO, Tg2 125, la 175/200T4, la Cosa e alcune moto che però non hanno mai superato lo stadio di prototipo. La coppia Gilera RV/RX è senza dubbio una delle sue creazioni più note.

“Ogni volta che andavo in Piaggio”, prosegue Paolo Martin, “c’era sempre qualcuno che storceva il naso. Io allestivo prototipi e lì non erano molto abituati a questo modo di lavorare. Diciamo che erano abbastanza conservatori e addirittura una volta misero dei giornali sulle vetrate per nascondermi. Il prototipo, tuttavia, è indispensabile. Prima di diventare moto vere, la RV e la RX sono state da me fatte di legno, per configurare dal vivo l’aspetto definitivo. I modelli e i disegni, infatti, non sempre dicono la verità perché quello che sembra bello in scala, potrebbe non esserlo a grandezza naturale. Il prototipo della RV, inoltre, era diverso tra il lato destro e il lato sinistro, in modo da offrire due ipotesi a confronto”.

Per arrivare alle linee definitive, Paolo Martin è partito da una serie di schizzi affinandoli volta per volta. Ed eccoli i disegni della RV, rimasti chiusi in un cassetto per 30 anni e che adesso rivedono la luce. Come potete vedere, la linea della RV si è sviluppata piano piano partendo da concetti e canoni di bellezza propri degli anni 80. Questo spiega il perché ci siano linee che ricordano la Honda VF 400 F (il cupolino, per esempio) e la Yamaha RD350 (il taglio sella/serbatoio): facile giudicare con gli occhi di oggi, ma nel 1983 lo stile era quello ed era ciò che la gente voleva. Siccome la RV doveva rappresentare una moto di svolta, la Gilera non poteva rischiare di proporre qualcosa di troppo fuori dagli schemi.

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

La eccezionalità delle immagini che pubblichiamo, ci permette di fare un gioco. Prendete una foto laterale della Gilera TG1/TG2 125 e immaginate di distorcerla con il computer. Il morphing che ne segue vi darà l’idea di come le linee della RV siano in qualche modo la naturale e più moderna evoluzione di quei concetti, che, ripetiamo, sono il fil rouge degli anni 80. Ed eccolo il famigerato cupolino, come si è evoluto disegno dopo disegno fino a diventare quello che conosciamo.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

Siamo quindi giunti al momento più emozionante del nostro racconto. Grazie alla cortesia di Paolo Martin, che ci ha messo a disposizione il materiale, ecco le foto della famosa RV di legno, il prototipo. Cerchi e parte della ciclistica sono di derivazione TG2, così come l’impianto di scarico. Il motore contiene elementi posticci (di legno anche questi) ancora da definire. Il lato destro qui raffigurato è quello che alla fine ha ottenuto l’ok da Pontedera.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

Quello sinistro, con alcuni elementi della carrozzeria rossi anziché bianchi, è stato scartato. Ma non è andato perso: la RV “sinistra” è quella che vedete nella fiche di omologazione: sì, proprio questa qua.

rv fiche omologazione

Nessuno prima di noi aveva mai fatto vedere queste immagini sulla nascita dell RV. Un primato che non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Paolo Martin, che per questo ringraziamo.

A tu per tu con il mito

Un grande cantautore diceva “tu chiamale se vuoi emozioni”. La mia emozione è iniziata 30 anni fa quando ho visto per la prima volta la Gilera RV e ho deciso che avrei fatto di tutto per averla. Mi sono impegnato, sacrificato e finalmente è stata mia. Con “lei” ci ho fatto di tutto, ma mi sono sempre chiesto: “chissà come è nata, chi l’ha pensata? Allora non esisteva internet e quindi reperire le informazioni non era facile e le mie domande sono rimaste senza risposta. Dopo 25 anni ho deciso di creare il sito e con il tempo mio si è aperto un mondo, sono arrivati molti appassionati, ognuno con storie diverse. Tra una chiacchiera e l’altra, ecco spuntare di nuovo quella maledetta domanda di 30 anni fa: chi l’ha disegnata?

Scoprire il nome di Paolo Martin è stato come un faro che squarcia le tenebre e le illumina a giorno. Con un po’ di faccia tosta, ci siamo attivati, lo abbiamo contattato e lui ci ha invitato a casa sua: incredibile! Cosimo e io partiamo da Milano alle 12.30 verso Torino. Una volta arrivati all’appuntamento, chiamiamo Martin e lui ci viene a prendere. Non ci vuole molto: dopo una stradina sinuosa in mezzo alla campagna, dall’asfalto passiamo allo sterrato e poco dopo siamo nel regno del papà della RV.

Nel suo atelier ci accorgiamo subito che li c’è la storia del 21secolo: molti disegni, modelli di ogni tipo dagli asciuga capelli da muro ai coltelli alle biciclette modulari, ma quello che colpisce di più è un modello in legno in scala reale di un prototipo di una supercar, insomma c’è un mondo da scoprire.

L’emozione è tanta eccolo li davanti a noi il c’è papà della RV, colui che con il suo genio ha fatto sognare un intera generazione. Iniziamo a guardarci intorno, vediamo che sulle pareti ci sono modelli di legno di molte vetture famose anche prototipi di F1 anni 60 ad un tratto ecco una gigantografia dell’RV bianca con sella nera con dietro uno sfondo molto suggestivo una cascata. Martin inizia a raccontare le sue creazioni il tempo passa velocemente, di chiacchera in chiacchera arriviamo a parlare dell’RV.

Ci racconta degli aneddoti incredibili, dei difficili rapporti con la Piaggio troppo Vespa-centrica. E nonostante tutto nascono la RV e la RX. Impossibile riportare qui tutto quello di cui abbiamo parlato e quanto ancora, con innocente curiosità, avremmo voluto sapere. Potete immaginare come ci sentivamo quando abbiamo chiesto a Martin di firmarci alcuni pezzi della RV e lui ha accettato, apponendo il suo autografo sulle fiancatine. Insomma, per noi appassionati, è stato toccare il cielo con un dito.

 

Stefano

Stefano accanto ai disegni originali della RV

Stefano accanto ai disegni originali della RV

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La gigantografia della RV esposta nell’atelier di Paolo Martin

Il Maestro firma le nostre fiancatine

Il Maestro firma le nostre fiancatine

 

p.s. nello studio di Martin c’è una fotografia scattata proprio lì con Colin Chapman, il fondatore della Lotus. Uno dei tanti grandi personaggi per i quali ha lavorato il Maestro.

Un pomeriggio con…Paolo Martin

Ci sono cose che capitano una volta nella vita. Eventi eccezionali che hanno il potere di sciogliere in un colpo solo nodi stretti e sedimentati nel corso di anni e anni. Prendete la nostra RV: vi siete mai chiesti com’è nata? Come si è deciso di farla così, chi l’ha progettata?

Per dare una risposta a queste domande, abbiamo scavato nel passato e nel nostro cammino alla ricerca delle origini ci siamo imbattuti in un alleato prezioso e insostituibile: Paolo Martin.

Paolo Martin

Paolo Martin

A molti di voi questo nome dice poco. Sappiate, però, che lui è il papà della RV (e della RX). Sì, Paolo Martin, designer indipendente di fama internazionale, tra le migliaia di veicoli e oggetti che ha disegnato, nella sua lunghissima carriera si è anche occupato di definire lo stile della motoleggera Gilera che tanto amiamo.

Abbiamo avuto il piacere e il grande onore di essere ospitati presso il suo atelier in provincia di Torino. Con lui abbiamo trascorso un intero fantastico pomeriggio in compagnia dei suoi ricordi. Non capita tutti i giorni di stare seduti al cospetto di un personaggio di tale caratura, con accanto il mascherone di una supercar, circondati da disegni, foto, bozzetti e prototipi. Paolo Martin non si è risparmiato e ha ripercorso con noi gli anni favolosi del mondo dell’auto e delle moto, quando l’industria italiana primeggiava non solo nella tecnica, ma anche  – e soprattutto – nello stile.

Ci ha raccontato di come, sacrificando le ferie e lavorando giorno e notte, riusciva a tirare fuori da alcuni blocchi di polistirolo il prototipo di una Ferrari (la famosa Modulo 512). Oppure come spesso doveva scontrarsi con i committenti i quali, per ragioni industriali, finivano per porre un freno alla sua creatività: lui è un artista che ama tradurre in oggetti tridimensionali un’idea, un disegno, un’intuizione, non si possono mettere dei paletti a uno così. Una capacità che non si è limitata solo alle automobili e alle motociclette, ma che lo ha visto cimentarsi con successo anche nel campo del ciclismo, la nautica, l’aeronautica, i sistemi e le attrezzature industriali e le armi bianche, giusto per citare le prime che ci vengono in mente. E siamo convinti che lui sarebbe capace di ridisegnare, migliorandolo, qualunque oggetto. Del resto uno dei suoi motti è:

Mi creo continuamente problemi per il solo piacere di risolverli.

Paolo Martin

 

 

Per saperne di più su questo straordinario personaggio, visitate:

http://www.paolomartindesigner.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Martin

Quando Serena era Grandi

La decisione è stata presa: causa crisi, quest’anno non ci sarà il Motor Show di Bologna. E non si sa se la chusura è passeggera oppure per sempre. Se così fosse, morirebbe un altro mito della nostra adolescenza, un altro di quegli appuntamenti per noi irrinunciabili e che ci ha fatto tanto sognare. Alzi la mano chi non ci è andato nemmeno una volta. Noi comunque vogliamo ricordarcelo così, quando la madrina era Serena Grandi e la star la Gilera RV 250 NGR.

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Chiamatele se volete…rarità!

Grazie all’aiuto del nostro caro amico Daniele, siamo in grado di mostrarvi dei documenti eccezionali. Quello che vedete in queste fotografie è il corredo di scartoffie che in fabbrica veniva allegato a ogni RV pronta per partire verso i concessionari. Si tratta di una bustina di carta con un laccetto all’interno della quale si trovavano le chiavi di riserva e i vari certificati della moto.

Il laccetto veniva legato al manubrio e la maggior parte delle volte la busta andava persa perché il concessionario la cestinava oppure le metteva da parte per conservarsi uno storico delle moto consegnate. Daniele è fortunato ad averne una: un vero oggetto da collezionisti.

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