Archive for 23 febbraio 2014

Organizzarsi per il restauro della RV

Fasi preliminari e metodologia

Il restauro di un qualcosa è un emozione, ancor di più se quel qualcosa ha significato speciale legato a un periodo importante nella tua vita.

Prima di iniziare bisogna essere convinti di quello che si vuole fare, ma soprattutto essere certi di arrivare fino alla fine: la strada è lunga e piena di sorprese, bisogna essere pronti a reagire positivamente davanti ad ogni ostacolo, piccolo o grande che sia.

Una volta acquistata la moto, per prima cosa verificare le condizioni del mezzo quindi avviare il motore e provare a fare un giro. Serve per farsi un’idea dei lavori di meccanica da fare. Se non siete pratici fate ascoltare il rumore del motore a un esperto, magari il vostro meccanico di fiducia.

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A questo punto dovete decidere se il restauro che volete fare dev’essere completo e totale oppure il più possibile conservativo. Nel primo caso la moto andrà smontata completamente. Nel secondo caso solo le parti da ripristinare. Per esempio, se il telaio appare con una verniciatura in buone condizioni, che ha bisogno solo di una ripassata con la pasta abrasiva, potete anche evitare di smontare completamente l’impianto elettrico: basterà un’accurata pulizia.

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Una volta deciso il tipo di restauro, bisogna procedere allo smontaggio seguendo alcune utili regolette. A vostra discrezione valutare se è opportuno, prima di cominciare, lavare a fondo la moto con una idropulitrice.

1) Fotografate la moto da varie angolazioni durante lo smontaggio di ogni singolo pezzo: vi aiuterà nel rimontaggio.

2) Prendere più informazioni possibili sulla moto , procurandovi il manuale dei ricambi e d’officina (gilerarv200.it li fornisce gratuitamente in PDF).

3) Procurarsi delle scatole trasparenti di varie dimensioni dove riporre il materiale (oppure sacchetti di plastica trasparente), dividendolo secondo l’appartenenza (ciclistica/motore/carrozzeria). È opportuno inserire nelle scatole/buste dei bigliettini con una descrizione del contenuto.

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4) Una volta smontata la carrozzeria, effettuare un controllo minuzioso della moto partendo dalla parte posteriore alta , poi passare sul forcellone  motore e avantreno e verificare la presenza di eventuali tracce di ruggine o crepe.

5) Se decidete per il restauro completo e dovete smontare l’impianto elettrico, fare moltissime foto al cablaggio soprattutto su come è montato, gli spinotti e le masse, la posizione delle fascette.

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6) Organizzate gli spazi dove metterete i vari pezzi dopo lo smontaggio. Il nostro consiglio è quello di usare cartoni o gavoni di plastica. In una serie i pezzi da sistemare, nell’altra quelli a posto pronti per il montaggio.

7) Procuratevi un rotolo di nastro di carta da carrozzieri e usatelo per creare delle etichette su cui, con un pennarello, scriverete la funzione/posizione/orientamento eccetera del pezzo.

Sin qui tutto quello che riguarda l’organizzazione del lavoro.

Guida all’acquisto della RV

Se non siete così fortunati da aver conservato la vostra RV dell’epoca, dovete giocoforza guardarvi in giro e cercare l’esemplare che meglio soddisfa le vostre esigenze. E non sempre si può trovarlo a poca distanza da casa: nel costo dell’acquisto, infatti, non dimenticate di conteggiare con precisione le spese del  trasporto per valutare la convenienza dell’affare.

In ogni modo, una volta individuata la RV giusta, le cose da guardare subito sono:

1 ) Verificare che la motocicletta abbia tutti i documenti in regola (bolli pagati, libretto, Cdp o foglio complementare). Un punto in più se c’è anche il libretto di uso e manutenzione e la trousse dei ferri.

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2 ) Verificare che il motore si avvii e giri al minimo con regolarità,facendo poco rumore di meccanica (attenzione se tirando la frizione il rumore aumenta è normale).

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3) Verificare che l’impianto elettrico funzioni correttamente: luci, clacson, indicatori di direzione e motorino d’avviamento. Per questa verifica è sufficiente la batteria di uno scooter se quella montata sulla RV non funziona.

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4) Togliere la sella e controllare che la parte posteriore del telaio non sia stata saldata perché montava un portapacchi. Sotto la sella, guardare con attenzione l’aspetto del cablaggio e degli accessori per farsi un’idea dello stato d’uso della moto.

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5) Controllare che il cupolino anteriore non abbia crepe intorno al fanale e in corrispondenza del coperchio del serbatoio del liquido freni sul comando di destra. Una occhiata al di sotto del muso servirà poi per verificare che l’attacco inferiore sia integro. Ricordate che un cupolino rotto abbassa di molto il valore complessivo.

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6) Controllare che le altre plastiche siano integre. Gli specchi di riferimento della RV sono i Vitaloni: se li trovate, assicuratevi che siano sani. Eventuali pezzi rotti abbassano il valore della moto e gli specchi sono difficili da trovare.

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7) Controllare che nel serbatoio non ci siano tracce di ruggine, meglio se usate una piccola torcia a batteria per guardare dentro. Piccole ammaccature possono essere tollerate. Verificate che il tappo si apra e chiuda correttamente con la sua chiave.

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8) Controllare lo stato delle gomme. Se sono la Pirelli MT15 Mandrake sono ancora le originali. Per motivi di sicurezza, noi consigliamo comunque di sostituirle in un secondo tempo con altre aventi una scolpitura vintage, ma di nuova produzione.

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Se la moto è in Lombardia, il gruppo è disposto a fare una perizia gratuita. Gratis ovviamente.

Un gradito omaggio

In occasione della Mostra Scambio di Novegro, dove esponiamo una delle nostre Gilera RV, Massimo Porta, il vicepresidente del Registro Storico Testi, ha donato al nostro sito una copia del libro “Velomotor Testi, una lunga storia finita troppo presto”. E siccome il detto “non si finisce mai d’imparare” è sempre valido, siamo rimasti impressionati dalla storia e dalla genialità di Erio Testi, il patron dell’omonima casa motociclistica. Una storia che, da veri motociclisti, non potevamo che apprezzare.

Il nostro Stefano riceve da Massimo Porta il libro.

Il nostro Stefano riceve da Massimo Porta il libro.

La RV esposta a “Le più belle Gilera di tutti i tempi”

Oggi nell’ambito della Fiera di Novegro, è stata allestita, dal Registro Storico Gilera, la mostra intitolata “Le più belle Gilera di tutti i tempi”. Come potete vedere dalle foto, una delle Gilera RV 200 del nostro sito è stata esposta insieme a una nutrita rappresentanza di modelli che abbracciano oltre 100 anni di storia della casa di Arcore. Inutile dire che per noi è stato un grande onore essere coinvolti nell’evento.

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La RV dai cerchi rossi

Mi chiamo Luca e abito in provincia di Pistoia e precisamente a Monsummano Terme. La mia passione per il marchio Gilera nasce nel lontano 1984 quando, al famoso “Bar Rolando”, arrivò Massimiliano (conosciuto come il Ciuci) con la sua RV 125 nuova fiammante: era per me la copia in miniatura dell’Honda VF 400 e io ne rimasi estasiato. Purtroppo avevo solo 14 anni e dovevo accontentarmi del mio Boxer Piaggio e della sua velocità massima di 40km/h.

I due anni che mi dividevano dall’agognato 125 ci misero un secolo a passare. Quando finalmente nel 1986 compii gli anni, il mondo mi cadde addosso. Il mio amico Armando, in sella al suo Garelli GTA nuovo fiammante,  perse la vita a soli 17 anni (era nato nel 1969) e lasciò un grande vuoto nella nostra comunità e nella sua famiglia. La tragedia scosse anche mia madre che arrivò al punto di dire: “se una moto entra in questa casa io ne uscirò.

Passò ancora un anno. In sella al mio Malaguti Fifty Top mi sentivo recluso e pur avendo ancora vivo il ricordo del mio amico, volevo a tutti i costi il mio due tempi, così nel Maggio 1987, quando mi avviavo a compiere i 17, scoprii che un concessionario della provincia di Pisa, essendo uscite da pocole KZ e le KK, svendeva delle RV nuove da immatricolare. Erano solo bianche, ma il prezzo di 1.700.000 lire era più che buono. Io lavoravo e i soldi li avevo: convinsi mia madre e l’RV fu mia. Unico episodio da ricordare in negativo fu il grippaggio del cilindro a circa 140 km/h, ma non era colpa della Gilera: avevo montato un 160 Polini con rispettivo scarico Giannelli e il motore girava a 9500 giri. Mio padre, in buona fede, volle rabboccarmi il serbatoio dell’olio miscelatore con dell’olio usato da lui per fare la miscela all’ape Piaggio e quindi……

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Il resto della storia sono tutti fantastici ricordi, mai una caduta (per fortuna) e…che dire: la mia RV è ancora mia al sicuro nel garage e anche se di anni ne sono passati ben 27, il suo rombo allieta sempre le mie orecchie e l’odore del Castrol TTS rigenera ancora le mie narici.

Un grazie a tutti i ragazzi del gruppo e in particolar modo a Stefano Calestani e Andrea Tovoli per i tanti supporti datami nei momenti del bisogno e non. Buone pieghe a tutti.

Luca

ps: lo so che cosa state pensando. E la storia dei cerchi rossi? Va bene, va bene, non me ne sono dimenticato, ve la racconto. A un certo punto avevo deciso di personalizzare la RV, volevo che fosse diversa dalle altre, solo mia. E, non per vantarmi, me la cavavo davvero bene con la pistola a spruzzo. Decisi così di tirare giù le ruote e verniciare di rosso i cerchi. La leggenda è nata così: dalla mia voglia di originalità e dal fatto che non so stare con le mani in mano. Mi sarebbe piaciuto avere più foto di quell’epoca spensierata, ma mia madre ha fatto sparire tutto…

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Luca in versione relax, ma…

..a bordo della sua RV dai cerchi rossi si trasforma.

..a bordo della sua RV dai cerchi rossi si trasforma.

 

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