Archive for Marotta

Si abbassano le luci su Novegro

Sembra incredibile che l’abbiamo fatto e pure con un certo successo. Come sembra strano dover prendere atto che, come tutte le cose, anche Novegro prima o poi doveva finire. Uscito il pubblico, come bravi tecnici, abbiamo smontato lo stand e impacchettato le moto (anzi la moto di Cosimo perché guai a chi gliela graffiava) e smontato gli arredi.

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A quell’ora, nonostante la gente in circolazione fosse composta solo da addetti ai lavori anch’essi indaffarati a smontare i propri stand, c’era sempre qualcuno che si fermava ad ammirare l’RV 30. Fantastico!

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Una RV nel delta del Po

Ricordo ancora quel giorno, quando salii per la prima volta sulla mia RV rossa, fiammante. Accompagnato da mio padre la portai fuori dal concessionario con un‘emozione impressionante perché si stava realizzando un sogno quasi impossibile per un ragazzo di campagna. Io, figlio di due operai agricoli che per acquistare una moto di oltre 3 milioni di lire dovettero fare dei grandi sacrifici.

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La RV di Daniele in una foto del 1985

All’epoca, dalle mie parti, un paesino ai piedi del Po dove inizia il delta del grande fiume, non se ne vedevano di moto simili e non solo per colpa della nebbia. La massima aspirazione era una vespa ET3 primavera magari usata, al limite potevi incontrare qualche Cagiva Aletta Rossa. Da noi il boom delle 125 stradali arrivò solo dopo qualche anno. Ricordo ancora l’effetto che la RV fece sui miei coetanei, ammirata da tutti, forse anche invidiata, veniva accerchiata e scrutata nei minimi particolari. Finite le lezioni tutti fuori sul piazzale della scuola per scambiarci le moto e provare così le loro Aletta Rossa, Laverda LZ: per carità belle moto, ma poi non vedevo l’ora di ritornare sulla mia RV!

La RV di Daniele com'è oggi, 28 anni dopo

La RV di Daniele com’è oggi, 28 anni dopo

 

Quando sei su una RV la sensazione è quella di essere su una moto di cilindrata superiore, sei attratto dal bellissimo e completo cruscotto, dall’imponente serbatoio e sopratutto dal suo andare, più chilometri fai e più ne faresti, aspetto alquanto strano per una centoventicinque due tempi. Naturalmente dopo qualche tempo sono arrivate le concorrenti. Io ricordo l’incontro con un Honda NS125f che, in rettilineo, mi diede la paga, ma che qualche minuto dopo nel misto non riuscì nemmeno ad affiancarsi. È naturale che non puoi rimanere il numero uno ma l’RV rimarrà sempre la capostipite delle centoventicinque moderne.

 

Fino a qualche anno fa, la gente intorno a me mi chiedeva perchè conservassi ancora questa moto seppur in pessime condizioni, praticamente inuttilizzabile. Ciò che mi frenava dal liberarmene era  l’affetto che ancora provavo nei suoi confronti, sentivo che ero in debito con lei per quello che mi aveva dato nei migliori anni della mia gioventù ma soprattutto ero in debito con i miei genitori e sentivo che non li avevo ancora ripagati dei loro sacrifici. Finalmente è arrivato quel giorno, con l’aiuto del gruppo e diverse ore sottratte alla mia famiglia (e un’altra RV a fare da donatrice) ho riportato al vecchio splendore la mia moto, la mia RV.

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

 

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

Siamo ritornati indietro nel tempo, ci stiamo togliendo soddisfazioni che a sedici anni non potevamo permetterci, ma soprattutto, dopo quasi trent’anni, ho riportato la moto nel cortile della mia casa natale ringraziando così a mio modo i miei genitori felici davanti alla RV rosso fiammante.

Daniele

 

 

Grazie ragazzi

Una testimonianza dello spirito di gilerarv200.it. Francesco e Roberto sono venuti dalla Sicilia per passare un po’ di tempo con noi, per condividere la nostra passione per la RV. Hanno preso un aereo e sono arrivati qui, così, solo per partecipare a questo nostro evento. Inutile dire che la cosa ci ha fatto enormemente piacere. Grazie ragazzi, siamo onorati di avervi qui con noi.

Francesco e Roberto

Francesco e Roberto

Un sabato da Leoni

Per essere la prima volta, diciamo che è andata molto bene. Nessuno di noi aveva mai partecipato a una fiera o mostra del genere e quindi molte cose le abbiamo imparate strada facendo. Alla fine di sabato, il primo giorno, tirando le somme si può dire che il bilancio sia alquanto positivo. Ecco cosa è successo. Innanzitutto c’è stato molto interesse per le nostre RV: tanta gente si fermava a guardarle, fotografarle, chiedere informazioni. E questo, ovviamente ci ha fatto piacere. Beh, in questo siamo stati aiutati anche dal look: guardate che belle le nostre magliette fatte apposta per Novegro.

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Qui potete vedere Silvio Manicardi, ex Honda Italia e Honda Europe, che si è fermato al nostro stand per invitarci al Moto Days di Roma e per raccontarci alcuni gustosi aneddoti della sua carriera, compresi alcuni racconti degli anni 80 quando doveva convincere i giapponesi su come doveva essere fatta la NS 125.

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In seguito sono venuti a trovarci anche i responsabili del Registro Storico Gilera per farci i complimenti. E la cosa ci ha fatto piacere: che sia l’inizio della pacificazione tra vecchi e nuovi gileristi? Comunque a parte questi avvenimenti, la giornata è stata piacevole e divertente. Già, perché il nostro segreto è quello di divertirci, siamo qui per amore della RV e per fare un po’ di baldoria tutti assieme. In questa foto di gruppo posiamo assieme la nostro storico cartellone con l’ovale rosso mentre Giacomo mostra orgoglioso la pergamena con l’attestato che ci ha dato la Fondazione Piaggio.

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Da sinistra, in alto: Emilio, Daniele, Fabio, Christian, Stefano, Andrea, Elena. Da sinistra, accosciati: Francesco, Giorgia, Giacomo e Ivan

In diretta da…NOVEGRO!!!

Salve a tutti, grazie ai potenti mezzi (scherziamo) di gilerarv200.it, siamo online in diretta dalla Fiera di Novegro, dove esponiamo la RV30. Ecco le prime immagini dallo stand che abbiamo allestito.

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Sì. avete visto bene: grazie a Fabio abbiamo lo schermo panoramico da 40 milioni di pollici dove proiettiamo di continuo le foto delle nostre RV. E qui altri scatti da Novegro direttamente dalla reflex nel nostro amico Francesco.

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Ed ecco una foto che ha un significato molto particolare per noi di gilerarv200.it. Ai piedi dell’RV 30, potete vedere questa targa che per noi è davvero speciale: è il riconoscimento che il Museo Piaggio ci ha concesso quale attestato per il nostro lavoro di ricostruzione storica e restauro dedicato al marchio Gilera. Grazie PIAGGIO!

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Il sogno si avvera ancora

Manca una settimana a Novegro. Dietro le quinte ci stiamo dando da fare affinché tutto sia bello e ben fatto nonostante le nostre risorse, sia di tempo che di soldi, sono molto risicate. Ci mettiamo tanta passione però. La stessa passione che ci ha spinto a sognare di restaurare una RV in chieve celebrativa e che, ancora, ci ha spinto a chiedere l’impossibile. Cosa? Che questo lavoro non andasse perso e fosse riconosciuto.

Venite a trovarci a Novegro il 9 e il 10 novembre prossimi perché abbiamo una grossa sorpresa: vi dimostreremo che la RV30 è nata sotto una buona stella. E che grazie all’aiuto di tutti, i sogni si avverano anche nel 2013.

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RV 125 30 anni dopo: i files segreti

“A volte lavorare per la Piaggio era molto complicato”: a dirlo è Paolo Martin, il papà della Gilera RV (ed RX), da noi incontrato nel suo atelier in provincia di Torino. Per il gruppo di Pontedera il designer torinese ha disegnato, tra gli altri, lo scooter GSA, i ciclomotori CBA ed ECO, Tg2 125, la 175/200T4, la Cosa e alcune moto che però non hanno mai superato lo stadio di prototipo. La coppia Gilera RV/RX è senza dubbio una delle sue creazioni più note.

“Ogni volta che andavo in Piaggio”, prosegue Paolo Martin, “c’era sempre qualcuno che storceva il naso. Io allestivo prototipi e lì non erano molto abituati a questo modo di lavorare. Diciamo che erano abbastanza conservatori e addirittura una volta misero dei giornali sulle vetrate per nascondermi. Il prototipo, tuttavia, è indispensabile. Prima di diventare moto vere, la RV e la RX sono state da me fatte di legno, per configurare dal vivo l’aspetto definitivo. I modelli e i disegni, infatti, non sempre dicono la verità perché quello che sembra bello in scala, potrebbe non esserlo a grandezza naturale. Il prototipo della RV, inoltre, era diverso tra il lato destro e il lato sinistro, in modo da offrire due ipotesi a confronto”.

Per arrivare alle linee definitive, Paolo Martin è partito da una serie di schizzi affinandoli volta per volta. Ed eccoli i disegni della RV, rimasti chiusi in un cassetto per 30 anni e che adesso rivedono la luce. Come potete vedere, la linea della RV si è sviluppata piano piano partendo da concetti e canoni di bellezza propri degli anni 80. Questo spiega il perché ci siano linee che ricordano la Honda VF 400 F (il cupolino, per esempio) e la Yamaha RD350 (il taglio sella/serbatoio): facile giudicare con gli occhi di oggi, ma nel 1983 lo stile era quello ed era ciò che la gente voleva. Siccome la RV doveva rappresentare una moto di svolta, la Gilera non poteva rischiare di proporre qualcosa di troppo fuori dagli schemi.

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

La eccezionalità delle immagini che pubblichiamo, ci permette di fare un gioco. Prendete una foto laterale della Gilera TG1/TG2 125 e immaginate di distorcerla con il computer. Il morphing che ne segue vi darà l’idea di come le linee della RV siano in qualche modo la naturale e più moderna evoluzione di quei concetti, che, ripetiamo, sono il fil rouge degli anni 80. Ed eccolo il famigerato cupolino, come si è evoluto disegno dopo disegno fino a diventare quello che conosciamo.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

Siamo quindi giunti al momento più emozionante del nostro racconto. Grazie alla cortesia di Paolo Martin, che ci ha messo a disposizione il materiale, ecco le foto della famosa RV di legno, il prototipo. Cerchi e parte della ciclistica sono di derivazione TG2, così come l’impianto di scarico. Il motore contiene elementi posticci (di legno anche questi) ancora da definire. Il lato destro qui raffigurato è quello che alla fine ha ottenuto l’ok da Pontedera.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

Quello sinistro, con alcuni elementi della carrozzeria rossi anziché bianchi, è stato scartato. Ma non è andato perso: la RV “sinistra” è quella che vedete nella fiche di omologazione: sì, proprio questa qua.

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Nessuno prima di noi aveva mai fatto vedere queste immagini sulla nascita dell RV. Un primato che non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Paolo Martin, che per questo ringraziamo.

A tu per tu con il mito

Un grande cantautore diceva “tu chiamale se vuoi emozioni”. La mia emozione è iniziata 30 anni fa quando ho visto per la prima volta la Gilera RV e ho deciso che avrei fatto di tutto per averla. Mi sono impegnato, sacrificato e finalmente è stata mia. Con “lei” ci ho fatto di tutto, ma mi sono sempre chiesto: “chissà come è nata, chi l’ha pensata? Allora non esisteva internet e quindi reperire le informazioni non era facile e le mie domande sono rimaste senza risposta. Dopo 25 anni ho deciso di creare il sito e con il tempo mio si è aperto un mondo, sono arrivati molti appassionati, ognuno con storie diverse. Tra una chiacchiera e l’altra, ecco spuntare di nuovo quella maledetta domanda di 30 anni fa: chi l’ha disegnata?

Scoprire il nome di Paolo Martin è stato come un faro che squarcia le tenebre e le illumina a giorno. Con un po’ di faccia tosta, ci siamo attivati, lo abbiamo contattato e lui ci ha invitato a casa sua: incredibile! Cosimo e io partiamo da Milano alle 12.30 verso Torino. Una volta arrivati all’appuntamento, chiamiamo Martin e lui ci viene a prendere. Non ci vuole molto: dopo una stradina sinuosa in mezzo alla campagna, dall’asfalto passiamo allo sterrato e poco dopo siamo nel regno del papà della RV.

Nel suo atelier ci accorgiamo subito che li c’è la storia del 21secolo: molti disegni, modelli di ogni tipo dagli asciuga capelli da muro ai coltelli alle biciclette modulari, ma quello che colpisce di più è un modello in legno in scala reale di un prototipo di una supercar, insomma c’è un mondo da scoprire.

L’emozione è tanta eccolo li davanti a noi il c’è papà della RV, colui che con il suo genio ha fatto sognare un intera generazione. Iniziamo a guardarci intorno, vediamo che sulle pareti ci sono modelli di legno di molte vetture famose anche prototipi di F1 anni 60 ad un tratto ecco una gigantografia dell’RV bianca con sella nera con dietro uno sfondo molto suggestivo una cascata. Martin inizia a raccontare le sue creazioni il tempo passa velocemente, di chiacchera in chiacchera arriviamo a parlare dell’RV.

Ci racconta degli aneddoti incredibili, dei difficili rapporti con la Piaggio troppo Vespa-centrica. E nonostante tutto nascono la RV e la RX. Impossibile riportare qui tutto quello di cui abbiamo parlato e quanto ancora, con innocente curiosità, avremmo voluto sapere. Potete immaginare come ci sentivamo quando abbiamo chiesto a Martin di firmarci alcuni pezzi della RV e lui ha accettato, apponendo il suo autografo sulle fiancatine. Insomma, per noi appassionati, è stato toccare il cielo con un dito.

 

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Stefano accanto ai disegni originali della RV

Stefano accanto ai disegni originali della RV

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La gigantografia della RV esposta nell’atelier di Paolo Martin

Il Maestro firma le nostre fiancatine

Il Maestro firma le nostre fiancatine

 

p.s. nello studio di Martin c’è una fotografia scattata proprio lì con Colin Chapman, il fondatore della Lotus. Uno dei tanti grandi personaggi per i quali ha lavorato il Maestro.

Un pomeriggio con…Paolo Martin

Ci sono cose che capitano una volta nella vita. Eventi eccezionali che hanno il potere di sciogliere in un colpo solo nodi stretti e sedimentati nel corso di anni e anni. Prendete la nostra RV: vi siete mai chiesti com’è nata? Come si è deciso di farla così, chi l’ha progettata?

Per dare una risposta a queste domande, abbiamo scavato nel passato e nel nostro cammino alla ricerca delle origini ci siamo imbattuti in un alleato prezioso e insostituibile: Paolo Martin.

Paolo Martin

Paolo Martin

A molti di voi questo nome dice poco. Sappiate, però, che lui è il papà della RV (e della RX). Sì, Paolo Martin, designer indipendente di fama internazionale, tra le migliaia di veicoli e oggetti che ha disegnato, nella sua lunghissima carriera si è anche occupato di definire lo stile della motoleggera Gilera che tanto amiamo.

Abbiamo avuto il piacere e il grande onore di essere ospitati presso il suo atelier in provincia di Torino. Con lui abbiamo trascorso un intero fantastico pomeriggio in compagnia dei suoi ricordi. Non capita tutti i giorni di stare seduti al cospetto di un personaggio di tale caratura, con accanto il mascherone di una supercar, circondati da disegni, foto, bozzetti e prototipi. Paolo Martin non si è risparmiato e ha ripercorso con noi gli anni favolosi del mondo dell’auto e delle moto, quando l’industria italiana primeggiava non solo nella tecnica, ma anche  – e soprattutto – nello stile.

Ci ha raccontato di come, sacrificando le ferie e lavorando giorno e notte, riusciva a tirare fuori da alcuni blocchi di polistirolo il prototipo di una Ferrari (la famosa Modulo 512). Oppure come spesso doveva scontrarsi con i committenti i quali, per ragioni industriali, finivano per porre un freno alla sua creatività: lui è un artista che ama tradurre in oggetti tridimensionali un’idea, un disegno, un’intuizione, non si possono mettere dei paletti a uno così. Una capacità che non si è limitata solo alle automobili e alle motociclette, ma che lo ha visto cimentarsi con successo anche nel campo del ciclismo, la nautica, l’aeronautica, i sistemi e le attrezzature industriali e le armi bianche, giusto per citare le prime che ci vengono in mente. E siamo convinti che lui sarebbe capace di ridisegnare, migliorandolo, qualunque oggetto. Del resto uno dei suoi motti è:

Mi creo continuamente problemi per il solo piacere di risolverli.

Paolo Martin

 

 

Per saperne di più su questo straordinario personaggio, visitate:

http://www.paolomartindesigner.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Martin

Quando Serena era Grandi

La decisione è stata presa: causa crisi, quest’anno non ci sarà il Motor Show di Bologna. E non si sa se la chusura è passeggera oppure per sempre. Se così fosse, morirebbe un altro mito della nostra adolescenza, un altro di quegli appuntamenti per noi irrinunciabili e che ci ha fatto tanto sognare. Alzi la mano chi non ci è andato nemmeno una volta. Noi comunque vogliamo ricordarcelo così, quando la madrina era Serena Grandi e la star la Gilera RV 250 NGR.

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Chiamatele se volete…rarità!

Grazie all’aiuto del nostro caro amico Daniele, siamo in grado di mostrarvi dei documenti eccezionali. Quello che vedete in queste fotografie è il corredo di scartoffie che in fabbrica veniva allegato a ogni RV pronta per partire verso i concessionari. Si tratta di una bustina di carta con un laccetto all’interno della quale si trovavano le chiavi di riserva e i vari certificati della moto.

Il laccetto veniva legato al manubrio e la maggior parte delle volte la busta andava persa perché il concessionario la cestinava oppure le metteva da parte per conservarsi uno storico delle moto consegnate. Daniele è fortunato ad averne una: un vero oggetto da collezionisti.

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RV…30 anni dopo

Era solo un’idea. Poteva essere una bellissima idea oppure una roba da dimenticare, il confine tra l’una e l’altra cosa è sempre molto sottile. Per poter essere bella e vincente, un’idea deve anche poter essere condivisa con altre persone. Più o meno è andata così con la creazione dell’RV30. L’idea di Stefano poteva rimanere tale, dimenticata, irrealizzata e invece è diventata realtà proprio grazie alla condivisione con tutti gli amici del gruppo. Ognuno ha fatto la sua parte, ciascuno ha dato il proprio apporto in termini pratici e teorici. Tutto finalizzato a un obiettivo: la realizzazione.

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E pensare che era poco più di un rottame quando il grande Andrea l’ha messa a disposizione del gruppo, pronta a essere trasformata grazie al…pensiero di tutti.

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Poi, piano piano tutti ci mettono qualcosa, una parola, una idea, una mano di aiuto. Fabio, Gianluca, Cosimo, Luciano e tanti altri a spingere nella direzione giusta. E i pensieri prendono forma, dalle ipotesi alle vesti definitive.

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E si lavora, si lavora duramente per raggiungere l’obiettivo. Sul bancone, in carrozzeria, in garage. Ogni posto diventa buono affinché l’idea, o meglio, il sogno si realizzi.

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Signori: la RV30 è una realtà, un sogno che si realizza. Esiste davvero e sarà esposta a Novembre a Novegro (MI).

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E siccome questo è un anno straordinario per la nostra RV, le sorprese non sono ancora finite. Non possiamo anticipare niente, ma vi possiamo garantire che rimarrete senza parole. Continuate a seguirci.

Non tutti sanno che…

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Quest’anno ricorre il trentennale della presentazione della Gilera Rv (ed RX) al Salone di Milano del 1983. Ovviamente la RV diventò subito la moto più ammirata e…desiderata, soprattutto dagli adolescenti. Guardare le foto dell’epoca non è mai banale e scontato usando l’occhio di oggi. Guardate la foto dello stand Gilera: la RV è nella sua veste quasi definitiva, ma quello che si vede dietro è incredibile. Si tratta di una preserie della RV 200 che in realtà è abbastanza diversa da quella che sarà messa in vendita nel 1985. Diversi gli adesivi (come quelli del 125 ma con le scritte 200) diverso il colore (sembra un rosso pastello) e l’equipaggiamento (dietro c’è un tamburo mentre la 200 vera avrà il disco). Insomma, una 125 truccata da 200 giusto per esporla al salone e vedere l’effetto che fa.

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Della Rv, comunque se ne parla anche a distanza del Salone, nel 1984, a ridosso della commercializzazione. L’attesa per vederla nelle concessionarie è spasmodica.

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Fino al primo listino, dove potevi andare in concessionaria ma ti dicevano che le prime consegne sarebbero state a giugno.

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Questo è invece il primo listino, dell’85, quando compaiono le sorellone 200.

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In ogni modo la RV è sempre stata la star di quegli anni, non ce n’era per nessuno, nemmeno nella pubblicità.

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Piccoli Gileristi…crescono

Succede sempre così: il papà è appassionato e oltre a passare un sacco di tempo a pulire, smontare e rimonatre la RV, a volte si veste con magliette e cappellini strani. E mentre la mamma ogni tanto sbraita e richiama all’ordine il papà, il cucciolo, invece, guarda curioso e si lascia vincere dallo stupore. Quella moto bella di papà, il cappellino e la maglietta di papà eccetera. Va bene, forse è ancora presto per saltare in sella, ma almeno il look, quello sì. Ed è così che i piccoli gileristi crescono e ancora non sanno che un giorno quella moto e quelle foto diventeranno un ricordo incredibilmente bello. Come noi li avevamo alla loro età. Più Gilera per tutti!

 

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Il problema degli adesivi

Una delle cose più fastidiose nel restauro della RV è il posizionamento degli adesivi. Essendo abbastanza estesi e per la maggior parte su superfici curve, non è affatto facile metterli con precisione. Però c’è il trucco. Il punto di partenza è quello di procurarsi solo adesivi di qualità. Se sono originali, devono essere in ottimo stato. Se sono delle repliche come i nostri, devono essere di qualità indiscutibile, non solo nel materiale ma anche nel taglio. Fatta questa premessa, per prima cosa, bisogna ritagliare le varie sezioni con cautela cercando di avvicinarsi il più possibile all’adesivo da trasferire. Dopo questa operazione, bisogna staccare la protezione della colla e irrorare l’adesivo, che sarà mantenuto solo dal suo supporto di carta superiore. Con cosa lo si bagna? Con una soluzione di acqua e sapone messa in uno spruzzino. ma attenzione, non mettete troppo sapone, ne serve poco.

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Dopo aver bagnato l’adesivo, bisogna bagnare anche la superficie su cui si andrà a posizonare. Facendo strisciare l’adesivo, tenendolo per un lembo, si distribuisce il velo d’acqua e vi accorgerete che la decal ci galleggia sopra con pochissimo attrito, in modo da riposizionarla a piacimento. Quando la posizione è giusta, con una spatola di gomma dura si fa defluire l’acqua da sotto, con movimenti dall’interno verso l’esterno stando attenti a non muovere l’adesivo.

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Et voilà, il gioco è fatto. Per la posizone corretta degli adesivi guardate le centinaia di foto delle moto dell’epoca e ricordate che spesso non li mettevano dritti nemmeno in fabbrica. Qui il maestro Luciano è intento ad attaccare quelli della RV30: lo ha fatto a schema libero.

luciano l'esperto dei francobolli

Quelle sensazioni strane

Guidare la RV 125 dopo 30 anni e, soprattutto, dopo un sacco di altre moto, dà delle sensazioni strane. Non so come spiegarlo. Prima di averne una per le mani, i ricordi erano intatti, nel senso che l’adrenalina di allora era legata a precise azioni, capacità ed eventi. Saresti stato disposto a giurare che la RV andava così, che si guidava così e che potevi abusarne così. Insomma, eri portato a mantenere intatti i parametri mutuati dalle sensazioni e dai ricordi a prescindere da tutto il tempo e da tutta l’acqua che era passata sotto i ponti.

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Poi, dopo 30 anni, rimetti il sedere su una RV e ti senti strano. I ricordi vengono spezzati dal presente, da quello che la moto fa adesso, da quello che è il tuo nuovo metro di giudizio non più da sedicenne. La guidi e ti accorgi che non è più quella bestia che ricordavi, che la forcella sembra fatta con due stuzzicadenti, che il motore sembra fermo e che di sterzo è davvero leggerina. Scopri che tu sei cresciuto e con te le tue capacità e i tuoi limiti mentre lei, miss RV, è rimasta la stessa, quella di 30 anni fa. Una cosa normale, ovvia, si direbbe. Certo, però adesso c’è il dubbio: è stato un bene rinfrescare i ricordi in qualche modo ridimensionandoli oppure era meglio che rimanessero intatti, così come si erano creati in adolescenza?

Sono pensieri che ti sfiorano la mente mentre la guidi. Flash di vita vissuta che ti abbagliano mentre senti il suono del cicalino delle frecce o guardi nei Vitaloni chi ti segue. Affreschi di momenti di spensieratezza che ti ritornano in mente mentre pinzi col Grimeca oppure sgasi in zona gialla a 8.500 giri. E poco a poco la mente si ripopola di tutte le sensazioni di un tempo, quel gusto non replicabile che c’era dietro le nostre imprese un po’ da incoscienti, a metà strada tra la bravura e il culo del principiante. Oppure i nostri viaggi, le volte che si andava a scuola, le sere d’estate in giro con una ragazza dietro. Piano piano tutti quei ricordi accantonati e sbiaditi riprendono colore. Ed è proprio in quel momento che, con la mente di nuovo appagata dalle belle sensazioni, ti risvegli nell’esatta dimensione della tua RV. Felice.

Shooting at Vairano di Vidigulfo (PV)

Today some active members of gilerarv200.it were at the circuit of Vairano di Vidigulfo (PV) for shooting. Their unbelievable bikes, shining and well restored, are the stars of a future reportage on a famous magazine.

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Four fabulous bikes were involved in shooting, like gorgeous and luxuriant models: RV 125 MKI, RV 125 MKII, RV 125 MKII red variant and the well known RV 200 MKI owned by mr. Stefano.

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There is no doubt that this day is another important step in the field of the initiatives and activities of the group. The bikes, of course, were the protagonists, but the drivers, with the motto “more gilera for all”, had their important role too. Do you recognize some of them?

 

Un nostro segreto

Tanta gente ci chiede perché ci troviamo a Zocca, il paese di Vasco Rossi. Perché siamo fans del cantante? No, il motivo non è quello, anche se Massimo si è presentato al terzo RV-Day “anche” per quello. La ragione per cui noi errevuisti ci troviamo a Zocca me l’hanno raccontata Stefano e Fabio e io qui ho deciso di renderla pubblica.

Dunque, dopo il primo RV-Day, si voleva cercare un posto che fosse il più possibile centrale ed equidistante dalle residenze degli errevuisti, in modo che tutti potessero partecipare al raduno. Ma prendere una località e basta sulla carta geografica non è sufficiente: occorre anche un punto di riferimento dove mangiare, dormire, riunirsi. E quello che abbiamo noi, scusate la presunzione, è il meglio che si possa desiderare.

Al Ristorante Bonfiglioli gli errevuisti hanno trovato davvero una seconda casa. C’è posto per le moto, si mangia da favola e all’occorrenza si può anche dormire, che cosa desiderare di più? Spendere poco. C’è anche quello: da Bonfiglioli, dopo aver mangiato di tutto e di più, aver assecondato il palato e deliziato la lingua con sapori meravigliosi, te ne vai con ancora il portafogli pieno in tasca perché i prezzi sono davvero ottimi.

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Ecco, uno degli ingredienti dei nostri RV-Day è il Ristorante Bonfiglioli, un posto che consigliamo a tutti se vi trovate da quelle parti. Noi l’abbiamo provato e riprovato e siamo convinti che sia il massimo. Noi ci torniamo sempre, più volte all’anno, con immenso piacere. Provatelo anche voi.

Bar Ristorante Bonfiglioli

Piazza Monsignor Domenico Saldinari, 35, 41059 Zocca (MO), Italia

tel: 059988451
ps: se non vi fidate degli errevuisti, provate a vedere in rete che valanga di commenti positivi si è meritato il nostro Bonfiglioli

 

Ritorno al futuro

I sedicenni di oggi non hanno la minima idea di che cosa significhi avere una moto, accudirla, modificarla e mettersi in gioco. Poi cercare di rinnovarla perché sono uscite moto nuove e la nostra ci puzza di vecchio.Oppure ci siamo fissati su una particolare grafica o sogniamo le moto più grosse. E nel frattempo ci accontentiamo di tempestare la nostra di adesivi perché alla fine ciò che conta è il nostro sogno.

Ecco, dopo aver visto un gran premio, ma uno di quelli veri con gente come Spencer, Lawson, Schwantz, Roberts, Haslam, Gardner, Rainey, gente con le palle, non le checche di oggi, a noi ci veniva voglia di imitarli. Così:

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cosa c’è di meglio di una strada isolata di campagna per fare le penne? Moto di Cosimo

Va bene, non è proprio la stessa cosa. Ma avevamo una RV non una quattro cilindri 500. E poi l’ho detto, contava il sogno, la suggestione. Come quando, contravvenendo a qualunque norma, si andava in giro col fanale coperto perché messa così la nostra RV faceva molto racing

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Come si può intuire dal casco, io tifavo per Lawson. E anche la mia RV traeva spunto dal campione americano. Moto di Cosimo

La bellezza di questa nostra moto non teme confronti. Non importa se la riempi di adesivi, se la rivernici di un altro colore o se gli piazzi una carena: farà sempre un figurone. Come una bella donna, baciata dalla fortuna per avere un fisico longilineo: non importa che vestito mette, sarà sempre affascinante.

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Yamaha e Honda erano le moto più belle di quei tempi. Il mio amico Roberto riverniciò la sua RV come la RD  350 LC. Io invece scelsi una livrea più elegante, Yamaha Factory. Moto di Cosimo

Sì, anche io cambiai il vestito alla mia moto. Comprammo un bianco latte, accecante e ci mettemmo nel box a fare pasticci. Devo essere onesto: sarà stato il culo del principiante, ma la verniciatura ci venne davvero bene. E il risultato finale, come potete vedere sopra, è davvero notevole. Ah i sedicenni di oggi con i loro cazzo di smartphone e youtube non sanno che si perdono…

 

Era il 1984…

Nel 1984 queste erano le prime venti moto più vendute d’Italia. Come vedete, le prime sette sono enduro, ma il vento sta cambiando: c’è sempre più voglia di moto da strada. Prima di leggere i numeri, due considerazioni: la Gilera RX è in vendita da marzo mentre le prime RV saranno immatricolate a giugno, quindi le due moto di Arcore non hanno potuto sfruttare tutti e 12 i mesi di vendita. La seconda considerazione è che… nel 1984 avranno pure venduto una valanga di Aletta Rossa, ma nel 2013 le RV in circolazione, restaurate assicurate e circolanti sono moooolto di più.

 

1)      Cagiva Aletta Rossa 125        13.652

2)      Gilera 125 RX                          6.475

3)      Yamaha XT 600                       6.427

4)      Honda XL 125R                       5.236

5)      Honda XL 600R                       4.626

6)      Cagiva Ala Rossa 350              3.605

7)      Honda XL 200R                      3.450

8)      Laverda LB 125                      2.914

9)      Kawasaki KLR 600                  2.725

10) Gilera RV 125                            2.674

11) Honda XL 125S                         2.662

12) Kawasaki GPZ900R                     2.496

13) Moto Guzzi V35 Custom              2.494

14)  Cagiva Aletta Electra 125           2.148

15) Aprilia ST 125                            2.038

16) Moto Morini Canguro 350             2.003

17) Honda CBX750F                         1.768

18) Honda CS 125                           1.436

19) Cagiva SS 125                           1.418

20) Honda XL 500 R                          1.537

Noi ci siamo!

Questo sito e il gruppo di amici che in tutta Italia è legato alla Gilera RV, nasce perché qualche anno fa Stefano decise di restaurare la propria RV 200. Da solo, senza una rete di amici ad aiutarlo, si è rimboccato le maniche e portato avanti il suo progetto. Non solo il restauro in sé, ma anche far conoscere il proprio lavoro. Ecco perché il sito si chiama così pur parlando di tutte le RV.

La passione e l’entusiasmo di Stefano hanno poi coinvolto Fabio, che ha voluto restaurare una RV 125 e Gianluca, che si è occupato del sito originario e delle attività collaterali. Da lì è stato un crescendo: sono arrivati tanti altri amici come Luciano, Francesco, Andrea, Luca, Christian, Daniele, tutti appassionati e tutti attivi. Ci sono stati ben tre raduni e adesso una nuova edizione del sito.

E tante altre iniziative sono in cantiere. Insomma, il gruppo cresce e migliora sempre. Chi l’avrebbe mai detto che da una fissa di Stefano si sarebbe arrivato a tanto? Nemmeno lui se lo aspettava. Però chissenefrega, ormai ci siamo e noi siamo felici così.

 

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Sì, anche noi!

Come tutti i gruppi seri, anche noi ci siamo dati alla creazione di merchandising. Adesivi, magliette, calendari e…intimo! Va bene, stiamo scherzando: le mutande le abbiamo fatte solo per gioco, ma le altre cose esistono davvero. Se volete un adesivo del gruppo, chiedetecelo: ve lo manderemo gratuitamente.

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Coming soon

Questa moto, questa RV davvero speciale, vi stupirà…

Continuate a seguirci

 

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L’abbandono di Arcore

Nell’ottobre del 1993,la fine della Gilera è stata quanto di più triste e inglorioso si possa immaginare. Subito dopo le ferie estive la Piaggio annuncia di voler chiudere lo stabilimento di Arcore. Per 369 dipendenti si aprono le porte della cassa integrazione. Verso fine ottobre, Arcore viene messa a soqquadro da una grande manifestazione di protesta dei dipendenti Gilera. Tutta la cittadina partecipa e i commercianti per solidarietà tengono giù le serrande. Mai vista tanta partecipazione. Eppure non cambia nulla: la Piaggio trasferisce a Pontedera le ultime produzioni dei cinquantini e sull’area dello stabilimento iniziano a girare gli avvoltoi della speculazione. Nei giorni di massima tensione si è pure assistito a dei saccheggi. Dalla fabbrica spariscono moto intere e un numero notevole di ricambi e documenti, tanto che gli stessi emissari della Piaggio non trovano parecchie cose. Umberto Masetti dice: “Io penso che se il commendatore (Gilera) sapesse quello che sta succedendo si rivolterebbe nella tomba. Lui era nato operaio e quella moto se l’ era costruita pezzo per pezzo. Eravamo i primi nel mondo, ora siamo gli ultimi”.

Quando i giapponesi ci facevano una pippa…

Nel dicembre 1986 la rivista inglese Performance Bikes pubblica la prova della RV 125 ES messa a confronto con la Kawasaki AR 125 LC. Della moto italiana gli inglesi dicono che non sembra una 125, ma una 250. Che è stabile, abitabile anche in due, bella, ben rifinita, ma il mordente del freno anteriore non è un granché e il motore muore quando dovrebbe esplodere. Certo, dicono gli inglesi, il motivo c’è: in Inghilterra vige il limite dei 12 CV e le RV che nascono da 21 CV devono essere strozzate e il motore così muore poco prima dei 6000 giri, cioè quando la RV libera entra in coppia. La Kawasaki invece è una specie di zanzara da 100 kg (la RV ne pesa quasi 140) con gommine 2.75 davanti e 3.00 dietro (la RV ha una 3.25 davanti e 3.50 dietro) che però ha un motore meglio sfruttabile nei suoi 12 CV e un freno anteriore con un sacco di mordente. Inoltre, grazie alla carenatura semi-integrale, va anche più veloce. L’articolo, però, conclude dicendo che comprerebbero la Gilera. Nel 1986, anche in questo campo, non temevamo confronti. Oggi non abbiamo più nulla. Fanculo! (scusate lo sfogo)

 

 

III° RV-Day

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Per la terza edizione dell’RV-Day abbiamo fatto le cose in grande. Per prima cosa mandato agli organi di stampa il comunicato che vedete sotto:

Si è svolta a Ciano di Zocca in provincia di Modena la 3a edizione del Raduno delle Gilera RV 125 e 200, la motoleggera della casa di Arcore protagonista della prima metà degli anni 80. La manifestazione, organizzata dal sito gilera-rv200.it, ha visto quest’anno la partecipazione di 15 appassionati, che hanno portato a zonzo per le strade dell’entroterra modenese ben nove motociclette in perfetta efficienza. Una passione, quella degli “errevuisti”, che contagia non solo chi la moto l’ha posseduta in adolescenza, ma anche ragazzi che non erano ancora nati quando le rombanti Gilera sfrecciavano su e giù per le città.

La terza edizione del raduno ha avuto un significato particolare: ricorre infatti il trentesimo anno dalla presentazione della moto, avvenuta al Salone di Milano del 1983. Un crescendo costante, grazie all’entusiasmo dei membri del sito gilera-rv200.it, la manifestazione ha visto una costante crescita dei partecipanti. Il segreto della manifestazione, oltre alla passione, sta anche nella formula scelta dagli organizzatori: un weekend dedicato non solo alle moto, ma anche al buon cibo e alle escursioni tra le tortuose strade da Zocca al lago di Suviana, luoghi ideali per esaltare le doti delle RV 125 e 200.

La scelta della cittadina modenese, famosa per aver dato i natali al cantante Vasco Rossi, non è casuale: è centrale rispetto ai luoghi di provenienza degli appassionati, che giungono da Milano, Prato, Ferrara, Siena, Pistoia, Brescia, Bologna e Modena. Obiettivi per il futuro? Appuntamento all’anno prossimo con ancora più appassionati e moto che, attualmente, sono già in fase di restauro.

E diciamo che è andata bene: siamo stati ripresi da Motoblog e TGCom, come potete vedere dai link sotto.

http://www.motoblog.it/post/145623/foto-del-giorno-raduno-delle-gilera-rv-125-e-200

http://www.tgcom24.mediaset.it/motori/moto/articoli/1095957/il-raduno-della-gilera-rv200.shtml

Non solo: la notizia è stata riportata anche su Dueruote. Che dire? Quale migliore soddisfazione per il lavoro fatto sinora. Anno dopo anno l’RV-Day cresce sempre più e noi siamo felici di condividere questa passione con un sempre maggior numero di persone. Comunque, se siete arrivati a leggere sin qui, ecco una carrellata di foto di questa magnifica giornata e dei preparativi.

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Anche 30 anni dopo, la RV riesce nella magia di farti sentire speciale e fortunato a guidarla. Perché se avessi avuto una Laverda LZ, una Cagiva SST, un’Aprilia SXT oppure una Honda NS, non avrei mai avuto, oggi, la possibilità di vivere l’esperienza di questo raduno e di stare assieme a un gruppo di amici un po’ matti, ma meravigliosi. E poi non ditemi che non è una moto magica!