I° RV-Day

I° RV-DAY

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Il furgone blu lascia Milano quand’è ancora buio. Gli occhi sono assonnati, i movimenti lenti. C’è tanta emozione. Il gran giorno è arrivato. L’appuntamento sognato da tempo, curato nei dettagli e studiato in ogni particolare è finalmente pervenuto.
Tutto è cominciato da quel motore di mille iniziative meglio noto con il nome di passione. Si parte da soli, circondati da foto, depliant, indirizzi, riviste, link sul web; poi si scopre che c’è qualcuno che ha il medesimo interesse. Ed ha avvio il tam-tam virtuale, fatto di «Mi ricordo che…mi pare di…in garage dovrei avere…mio cugino mi diceva…un concessionario raccontava…»
Allora si scopre che così soli poi non si è del tutto, che ci sono altri che aspettavano di incontrare qualcuno con cui condividere lo stesso slancio. E adesso tutte queste voci, queste mail, queste jpg che hanno solcato la Rete da un server all’altro si sono date appuntamento.

Per un ritrovo su due ruote non esiste meta migliore della Toscana. Se è vero che l’Emilia è la “terra del mutor”, è altrettanto vero che è la Toscana ad interpretare il meglio dello spirito motociclistico.

1 raduno Montepulciano 2011

1 raduno Montepulciano 2011

Stefano ha visto migliaia di immagini di RV, ha visionato cataste di pezzi di ricambio, ha parlato con decine di appassionati. E via via, più o meno inconsapevolmente, ha selezionato nella sua mente un circolo costituito solo da estimatori veri. “Pochi ma buoni” risulta quanto mai indovinato per una circostanza in cui saranno solamente in tre a ritrovarsi. Come nelle forze di Polizia esistono gli agenti scelti, al primo RV-day si sono presentati unicamente gli appassionati migliori, quelli che hanno trovato un modo per continuare a sognare come facevano da sedicenni, quando l’RV è stata la prima vera moto fra le mani o l’inarrivabile invidiata al compagno di scuola della classe superiore.

C’è la bianca, c’è la rossa, c’è la grigia. Con lo spirito c’è anche un’altra RV, bianca pure questa ma, a conferma di una regola che vuole tutto perfetto, ha ceduto le armi ancor prima di iniziare. Evidentemente s’è emozionata parecchio: ritrovarsi dopo quasi trent’anni insieme a tre consorelle le ha provocato una momentanea perdita di sensi. Si riprenderà presto, è sicuro.

Ad incontrarsi sono sedicenni di ieri che oggi hanno mogli, figli, tanti chilometri da raccontare e qualche capello grigio qua e là su una chioma che ha conosciuto il periodo in cui era consentito persino guidare senza casco
Le RV sono praticamente le stesse di allora, di quel 1983 che al Salone di Milano segnò la rinascita della Gilera. Loro, i centauri, sono diversi da allora ma sono arrivati sin qui grazie ad una passione rimasta immutata nel tempo. E adesso son felici come ragazzini, con le loro moto brillanti, curate sin nelle più recondite filettature, riportate in splendido stato dopo telefonate, annunci, ricerche.

La giornata è splendida. Questo week-end di fine maggio ha portato ogni nuvola al sud. Nel cielo toscano non ce n’è neppure una. Dal furgone si scaricano la grigia e la bianca; la rossa è arrivata sulle sue ruote. Saluti, sorrisi, contentezza. Il lungo periodo telematico si conclude con le pacche sulle spalle (fragorose, quindi vere) di questa mattinata senese.
Si parte. Da quanto tempo non si vedono tre due tempi muoversi l’una dietro all’altra? Bisogna di certo tornare a quegli anni Ottanta fatti di 125 a potenza libera. Storia, praticamente. Che oggi vive una splendida pagina di rievocazione per merito di questi giovanotti contenti come bambini dei loro giocattoli. Le strade della colline incidono emozioni ad ogni curva. Come si fa a descrivere ciò che si prova a guidare oggi, in un 2011 fatto di iniezioni elettroniche, abs, controlli di trazione e catalizzatori, la moto della propria adolescenza? È un fantastico tuffo all’indietro nel tempo, ma il calendario segna terzo millennio. Quindi, in altre parole, significa «Io c’ero allora e ci sono ancora adesso. Ho percorso tanta strada, sull’asfalto e nella vita; sono cambiate tante cose, ma non ho dimenticato come mi divertivo da ragazzo. E mi diverto ancora oggi, alla stessa maniera!»

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Poco importa se ogni tanto c’è da controllare che tutto sia a posto o che ci si renda conto che il progresso motociclistico ha compiuto smisurati passi in avanti. La passione non ha spazio per questi confronti. Anzi, non servono proprio a nulla; oggi c’è da brindare e basta.
Il pranzo, le chiacchiere, le magliette, i «ma tu come hai fatto a?…» e «ma voi sapevate che?…» sono scenografia e colonna sonora di una giornata lontana dalle riviste, lontana dai club per vip, ma vicina a chi ha tatuato un’RV dentro la psiche.
Il portellone si chiude, le moto sono di nuovo nel furgone. L’RV-day è finito.

Ma questa era solo la prima edizione…

 

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