II° RV-Day

II° RV-DAY

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Questa RV, un rottame messo assieme con un accozzaglia di pezzi, è una moto fortunata. Perché? Perché il destino ha voluto che si trasformasse nella RV30: il brutto anatroccolo che diventa cigno.

Bello raggiungere un traguardo, bello raccogliere i frutti di un’iniziativa che si conclude al meglio dopo una lunga preparazione, la risoluzione di imprevisti non considerati, l’organizzazione di tutt’una catena di eventi.

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È bello perché dietro c’è tanta passione e la passione, si sa, è il motore di tutto, è una spinta interiore che rende possibile ciò spesso appare impensabile. Bello, certamente bello tutto questo.
Ma c’è che dice che il difficile non è raggiungere una meta, bensì essere in grado di riconquistarla, anzi, ancor meglio, di superarla, di giungere ancora più in là, dove soddisfazione e contentezza risulteranno ancora più grandi.
E questi ragazzi, ragazzi, sì, a dispetto di quanto dichiarato dalla carta d’identità, sono stati capaci di replicarsi di superarsi.

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Tutto comincia la mattina del 19 maggio…no, quando mai…ma quale 19 maggio?…Tutto comincia quando neppure è finito l’incontro del 2011, il primo, quello che aveva dimostrato che sì, si poteva fare, la passione poteva unire. E così si pensa subito ad una seconda edizione, ci si lascia con un arrivederci e un appuntamento seppur generico all’anno successivo. Robe all’italiana, di quell’Italia di cui andare orgogliosi, di gente che si saluta con il sorriso su un volto caratterizzato dalla fatica e, al tempo stesso, dalla contentezza.
Per il secondo raduno, per la conferma di quanto costruito l’anno precedente, si decide una location che profuma di motori. Si va a Zocca, in quell’Emilia da sempre patrimonio di gomme, benzina, asfalti che si snodano in scenari da favola. Stefano e Fabio partono presto da Milano a cavallo delle moto. D’altra parte sono loro le protagoniste, no? E che ruolo reciterebbero se le si chiudesse dentro un furgone?

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In furgone arriverà invece Gianluca, con al seguito la sua Arizona Hawk, la consorella progettata per mettere le ruote anche al di fuori dell’asfalto. Stefano, Fabio, Gianluca, Luca, Andrea, Luciano e Christian: da più parti arrivano a Zocca anche solo per guardare, per ricordare una moto che si possedeva e che si continua a possedere in ricordi vivi e colorati. E tutto questo incrocio di contentezza e racconti è l’occasione più adatta per presentare la RV da allestire a breve con una colorazione tricolore che è un tributo al 150esimo anniversario dell’Italia unita. C’è poco da commentare: qui si va oltre la passione, si crea un contesto che parla di storia, di impegno, di tempo che sembra fermarsi perché ciò che era bello ieri sia ammirato anche oggi.

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Ci sono ben cinque RV e un’Arizona, ma la compagnia cresce anche con Andrea, venuto apposta da Verona alla guida della sua Transalp. Che c’entra la Transalp con le Gilera 125? È il potere dei ricordi, della memoria, della nostalgia. Andrea oggi ha una Transalp, ma un paio di decenni fa (forse anche qualcosa in più) guidava un’RV. Impossibile resistere al richiamo di sensazioni che sembravano sepolte per sempre. Gli ospiti non si esauriscono però qui: una KZ Endurance nera incontrata per strada con marito e moglie in sella volge immediatamente il senso di marcia e si accoda al gruppo: più siamo più ci divertiamo; più siamo meglio ci troviamo uniti in una passione che pulsa invariata dopo tanto tempo.
E se è vero che è bellissimo percorrere insieme curve e tornanti in paesaggi da cartolina, è altrettanto vero che il miglior momento d’aggregazione è la tavola.

A Zocca tutti al ristorante Bonfiglioli, emblema dell’ospitalità e della cucina emiliana, a parlar di moto, di strade, di capelli bianchi che non c’erano, di adolescenti trasformati in ragazzoni con qualche ruga.

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Tre giorni passati così, con questo spirito che vuole il divertimento semplice; più di seicento chilometri insieme e poco importa se l’ultimo quarto d’ora si conclude sotto una pioggia da tempesta. C’è un’RV da smontare e verniciare in tre colori, non si può perder tempo, l’appuntamento con l’anno prossimo bussa già al cuore di questi centauri.

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