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RV…30 anni dopo

Era solo un’idea. Poteva essere una bellissima idea oppure una roba da dimenticare, il confine tra l’una e l’altra cosa è sempre molto sottile. Per poter essere bella e vincente, un’idea deve anche poter essere condivisa con altre persone. Più o meno è andata così con la creazione dell’RV30. L’idea di Stefano poteva rimanere tale, dimenticata, irrealizzata e invece è diventata realtà proprio grazie alla condivisione con tutti gli amici del gruppo. Ognuno ha fatto la sua parte, ciascuno ha dato il proprio apporto in termini pratici e teorici. Tutto finalizzato a un obiettivo: la realizzazione.

ADESIVO SERBATOIO

E pensare che era poco più di un rottame quando il grande Andrea l’ha messa a disposizione del gruppo, pronta a essere trasformata grazie al…pensiero di tutti.

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Poi, piano piano tutti ci mettono qualcosa, una parola, una idea, una mano di aiuto. Fabio, Gianluca, Cosimo, Luciano e tanti altri a spingere nella direzione giusta. E i pensieri prendono forma, dalle ipotesi alle vesti definitive.

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E si lavora, si lavora duramente per raggiungere l’obiettivo. Sul bancone, in carrozzeria, in garage. Ogni posto diventa buono affinché l’idea, o meglio, il sogno si realizzi.

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Signori: la RV30 è una realtà, un sogno che si realizza. Esiste davvero e sarà esposta a Novembre a Novegro (MI).

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E siccome questo è un anno straordinario per la nostra RV, le sorprese non sono ancora finite. Non possiamo anticipare niente, ma vi possiamo garantire che rimarrete senza parole. Continuate a seguirci.

Il problema degli adesivi

Una delle cose più fastidiose nel restauro della RV è il posizionamento degli adesivi. Essendo abbastanza estesi e per la maggior parte su superfici curve, non è affatto facile metterli con precisione. Però c’è il trucco. Il punto di partenza è quello di procurarsi solo adesivi di qualità. Se sono originali, devono essere in ottimo stato. Se sono delle repliche come i nostri, devono essere di qualità indiscutibile, non solo nel materiale ma anche nel taglio. Fatta questa premessa, per prima cosa, bisogna ritagliare le varie sezioni con cautela cercando di avvicinarsi il più possibile all’adesivo da trasferire. Dopo questa operazione, bisogna staccare la protezione della colla e irrorare l’adesivo, che sarà mantenuto solo dal suo supporto di carta superiore. Con cosa lo si bagna? Con una soluzione di acqua e sapone messa in uno spruzzino. ma attenzione, non mettete troppo sapone, ne serve poco.

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Dopo aver bagnato l’adesivo, bisogna bagnare anche la superficie su cui si andrà a posizonare. Facendo strisciare l’adesivo, tenendolo per un lembo, si distribuisce il velo d’acqua e vi accorgerete che la decal ci galleggia sopra con pochissimo attrito, in modo da riposizionarla a piacimento. Quando la posizione è giusta, con una spatola di gomma dura si fa defluire l’acqua da sotto, con movimenti dall’interno verso l’esterno stando attenti a non muovere l’adesivo.

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Et voilà, il gioco è fatto. Per la posizone corretta degli adesivi guardate le centinaia di foto delle moto dell’epoca e ricordate che spesso non li mettevano dritti nemmeno in fabbrica. Qui il maestro Luciano è intento ad attaccare quelli della RV30: lo ha fatto a schema libero.

luciano l'esperto dei francobolli

Era il 1984…

Nel 1984 queste erano le prime venti moto più vendute d’Italia. Come vedete, le prime sette sono enduro, ma il vento sta cambiando: c’è sempre più voglia di moto da strada. Prima di leggere i numeri, due considerazioni: la Gilera RX è in vendita da marzo mentre le prime RV saranno immatricolate a giugno, quindi le due moto di Arcore non hanno potuto sfruttare tutti e 12 i mesi di vendita. La seconda considerazione è che… nel 1984 avranno pure venduto una valanga di Aletta Rossa, ma nel 2013 le RV in circolazione, restaurate assicurate e circolanti sono moooolto di più.

 

1)      Cagiva Aletta Rossa 125        13.652

2)      Gilera 125 RX                          6.475

3)      Yamaha XT 600                       6.427

4)      Honda XL 125R                       5.236

5)      Honda XL 600R                       4.626

6)      Cagiva Ala Rossa 350              3.605

7)      Honda XL 200R                      3.450

8)      Laverda LB 125                      2.914

9)      Kawasaki KLR 600                  2.725

10) Gilera RV 125                            2.674

11) Honda XL 125S                         2.662

12) Kawasaki GPZ900R                     2.496

13) Moto Guzzi V35 Custom              2.494

14)  Cagiva Aletta Electra 125           2.148

15) Aprilia ST 125                            2.038

16) Moto Morini Canguro 350             2.003

17) Honda CBX750F                         1.768

18) Honda CS 125                           1.436

19) Cagiva SS 125                           1.418

20) Honda XL 500 R                          1.537

Quando i giapponesi ci facevano una pippa…

Nel dicembre 1986 la rivista inglese Performance Bikes pubblica la prova della RV 125 ES messa a confronto con la Kawasaki AR 125 LC. Della moto italiana gli inglesi dicono che non sembra una 125, ma una 250. Che è stabile, abitabile anche in due, bella, ben rifinita, ma il mordente del freno anteriore non è un granché e il motore muore quando dovrebbe esplodere. Certo, dicono gli inglesi, il motivo c’è: in Inghilterra vige il limite dei 12 CV e le RV che nascono da 21 CV devono essere strozzate e il motore così muore poco prima dei 6000 giri, cioè quando la RV libera entra in coppia. La Kawasaki invece è una specie di zanzara da 100 kg (la RV ne pesa quasi 140) con gommine 2.75 davanti e 3.00 dietro (la RV ha una 3.25 davanti e 3.50 dietro) che però ha un motore meglio sfruttabile nei suoi 12 CV e un freno anteriore con un sacco di mordente. Inoltre, grazie alla carenatura semi-integrale, va anche più veloce. L’articolo, però, conclude dicendo che comprerebbero la Gilera. Nel 1986, anche in questo campo, non temevamo confronti. Oggi non abbiamo più nulla. Fanculo! (scusate lo sfogo)