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V RVDAY – 23 maggio 2015

È venuta giù un sacco di pioggia e molta gente ha preferito restare a casa. Nonostante ciò, il 23 maggio 2015, si è tenuta la quinta edizione dell’RVDAY presso il ristorante Bonfiglioli di Ciano di Zocca (MO). Contro ogni avversità è stato il nostro motto. Arrivare al quinto raduno, con un numero di appassionati sempre crescente è un traguardo importante per gli appassionati della Gilera RV e delle moto di Arcore in genere, un avvenimento che avrebbe meritato una bella giornata di sole. Così non è stato e abbiamo dovuto fare buon viso a cattivo gioco e passare comunque una bella giornata tra amici e buon cibo, parlando di moto e di progetti futuri. La pioggia incessante ha impedito lo svolgimento del classico giro sul lago di Suviana del sabato, sostituito per l’occasione da una visita a Zocca la domenica mattina. Ovviamente in sella alle RV. Un grazie di cuore agli amici che, nonostante il maltempo, hanno comunque voluto essere con noi.

La quinta edizione dell’RVDAY ha avuto ugualmente i suoi punti d’onore. Guest star della manifestazione è stata la Gilera Saturno Bialbero di Stefano, che ringraziamo per avercela portata e fatta ascoltare in moto. E per il secondo anno consecutivo abbiamo avuto la presenza della RV 250 NGR ultima serie di Andrea, oltre alle inossidabili e sempre pronte RV 125 e 200 del gruppo.

L’appuntamento è all’anno prossimo. Con il sole, statene certi!

RV bagnata, RV fortunata? Non proprio!

RV bagnata, RV fortunata? Non proprio!

Al coperto, da Bonfiglioli, le nostre RV hanno solleticato l'interesse dei clienti del ristorante.

Al coperto, da Bonfiglioli, le nostre RV hanno solleticato l’interesse dei clienti del ristorante.

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Gilera RV come se…piovesse!

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Sotto la tettoia si sta bene.

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RV 200, 250 NGR e KZ in esposizione

 

La Saturno Bialbero di Stefano, guest star del raduno.

La Saturno Bialbero di Stefano, guest star del raduno.

Tutti in posa con la Saturno!

Tutti in posa con la Saturno!

Il nostro nuovo striscione.

Il nostro nuovo striscione.

Domenica mattina: pronti per la scarrozzata verso Zocca.

Domenica mattina: pronti per la scarrozzata verso Zocca.

Passerella per la RV ad Arcore

Domenica, 21 settembre 2014 si è svolto ad Arcore il Gilera Day organizzato dal Registro Storico Gilera. Anche noi di gilerarv200.it eravamo presenti grazie a Stefano che ha esposto la sua RV 200. E, diciamolo francamente, in mezzo a tante nonnine, una bella giovincella ci stava davvero bene, con buona pace dei gileristi più ortodossi. Ad abbassare l’età media ci ha pensato anche la Dakota 350 di Walter del sito gilera-bi4.it, una Nordwest 600 e il prototipo Frigerio-Gilera 125 dell’ing. Ciancamerla, con motore del Top Rally. La manifestazione si è svolta nel parco della Villa Borromeo, luogo caro ai gileristi perché da qui partiva anche l’indimenticato Trofeo Ferruccio Gilera, una delle gare di fuoristrada dalla storia più gloriosa.

La locandina

La locandina

La RV 200 di Stefano

La RV 200 di Stefano

La RV 200 di Stefano

La RV 200 di Stefano

La bellissima Dakota 350 di Walter del gilera-bi4.it

La bellissima Dakota 350 di Walter del gilera-bi4.it

La bellissima Dakota 350 di Walter del gilera-bi4.it

La bellissima Dakota 350 di Walter del gilera-bi4.it

Riconoscete quest'uomo? Giusto per ricordare che i gileristi sono gente speciale....guardate la foto successiva

Riconoscete quest’uomo? Giusto per ricordare che i gileristi sono gente speciale….guardate la foto successiva

Motociclisti nell'anima: è Massimo Lucchini Gilera, che si è presentato alla manifetazione su una fiammante Saturno Sport

Motociclisti nell’anima: è Massimo Lucchini Gilera, che si è presentato alla manifetazione su una fiammante Saturno Sport

Una moto unica: il prototipo della Frigerio-Gilera 125 da enduro di proprietà dell'ing. Ciancamerla, il papà della SP01

Una moto unica: il prototipo della Frigerio-Gilera 125 da enduro di proprietà dell’ing. Ciancamerla, il papà della SP01

Il prototipo dell'ing. Ciancamerla

Il prototipo dell’ing. Ciancamerla

Una panoramica della manifestazione

Una panoramica della manifestazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10.000 Grazie agli appassionati

Cari appassionati della Gilera RV, grazie. Nel weekend del IV RVDAY il nostro sito ha superato le 10.000 pagine viste, un bel traguardo se si considera che, con la nuova versione, siamo online da otto mesi e che i contenuti sono prodotti in maniera amatoriale nei ritagli di tempo. Il merito è ovviamente vostro che venite a visitarci, una preferenza che ci lusinga e ci spinge a fare ancora meglio.

10.000 GRAZIE.

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Curare la carrozzeria

Ecco le cose da sapere per un look impeccabile

Se la vostra RV è rossa, grigia oppure nera, può essere necessario riverniciare le parti per eliminare le tracce del tempo. Se invece è bianca, dovete…riverniciarla lo stesso. Questo perché la livrea bianca (più correttamente Avopan) era ottenuta sfruttando il bianco naturale della plastica: solo il serbatoio era verniciato. Trattandosi di roba di 30 anni fa, i pezzi devono essere ripuliti, attentamente verificati (possono esserci delle crepe) e trattati con aggrappante e fondi adatti prima della verniciatura. Attenzione: una verniciatura rispettosa delle caratteristiche originali dev’essere fatta con vernice a lucido diretto, senza trasparente. Ma non tutti i carrozzieri possono però farla a causa delle norme sull’inquinamento.

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Cupoino in versione Avopan. Il tipo di bianco è importante e purtroppo ne esistono vari di tonalità diverse, la cui formula cambia a seconda del produttore. Fate sempre riferimento alle mazzette delle tinte Piaggio/Gilera degli annoi 80.

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Prima di ogni intervento, dalle parti di plastica devono essere asportati tutti i gommini e silent block, aiutandovi con un attrezzo di plastica per non rovinarli. Se si presentano eccessivamente duri, lasciateli una notte immersi nel grasso di silicone: torneranno come nuovi.

La sella può essere trattata con sgrassanti anche potenti (chante clair, fulcron) e spazzolata energicamente con setole di nylon a patto di non toccare la scritta bianca Gilera sulla coda che, essendo serigrafata, può cancellarsi. In caso di tagli o strappi, vi potete rivolgere a un tappezziere specializzato che ve la rifarà quasi uguale per un’ottantina di euro. Non dimenticate di portargli il campione.

Dopo aver ritirato i pezzi dal carrozziere, effettuate un montaggio per verificare se tutte le parti combaciano lasciando le giuste arie tra i componenti. Nel caso del codino e dei fianchetti del radiatore, eventuali disallineamenti possono essere corretti deformando leggermente i supporti di lamiera. Fate molte fotografie e prendete appunti sulla posizione dei pezzi: vi saranno utili nella successiva fase di posa degli adesivi.

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Se decidete di riparare qualche parte, assicuratevi che la giunzione sia rinforzata con elementi metallici (graffe) o vetroresina. Non lasciate che la fusione a caldo sia l’unico tipo di unione: le vibrazioni la farebbero rompere. Massima attenzione, poi, nella stesura e carteggio dello stucco che userete per coprire la riparazione, prima della verniciatura.

Gli adesivi sono una parte molto delicata del lavoro. Essendo molto estesi, ci vuole un po’ di pelo sullo stomaco per applicarli correttamente. Molto difficile trovare ancora un kit di quelli originali e l’unica maniera per procurarseli è quella di comperare delle repliche. Ma non prendete una replica qualsiasi, prendeteli solo di qualità. Questo perché non solo è importante la forma e l’accuratezza dei tagli delle lettere e delle scritte, ma anche il vinile di cui sono fatti. Le riproduzioni migliori, inoltre, vi danno anche la serie completa degli adesivi di servizio, cioè quelli di avviso sul serbatoio, forcellone, fiancatine eccetera. Per completezza d’informazione, vi diciamo che l’applicazione degli adesivi va fatta con il metodo ad acqua saponata e spatola. Su internet ci sono vari video che fanno vedere come si fa. Per questo specifico argomento, vi rimandiamo anche all’apposito articolo: http://www.gilerarv200.it/il-problema-degli-adesivi/

 

Guida all’acquisto della RV

Se non siete così fortunati da aver conservato la vostra RV dell’epoca, dovete giocoforza guardarvi in giro e cercare l’esemplare che meglio soddisfa le vostre esigenze. E non sempre si può trovarlo a poca distanza da casa: nel costo dell’acquisto, infatti, non dimenticate di conteggiare con precisione le spese del  trasporto per valutare la convenienza dell’affare.

In ogni modo, una volta individuata la RV giusta, le cose da guardare subito sono:

1 ) Verificare che la motocicletta abbia tutti i documenti in regola (bolli pagati, libretto, Cdp o foglio complementare). Un punto in più se c’è anche il libretto di uso e manutenzione e la trousse dei ferri.

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2 ) Verificare che il motore si avvii e giri al minimo con regolarità,facendo poco rumore di meccanica (attenzione se tirando la frizione il rumore aumenta è normale).

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3) Verificare che l’impianto elettrico funzioni correttamente: luci, clacson, indicatori di direzione e motorino d’avviamento. Per questa verifica è sufficiente la batteria di uno scooter se quella montata sulla RV non funziona.

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4) Togliere la sella e controllare che la parte posteriore del telaio non sia stata saldata perché montava un portapacchi. Sotto la sella, guardare con attenzione l’aspetto del cablaggio e degli accessori per farsi un’idea dello stato d’uso della moto.

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5) Controllare che il cupolino anteriore non abbia crepe intorno al fanale e in corrispondenza del coperchio del serbatoio del liquido freni sul comando di destra. Una occhiata al di sotto del muso servirà poi per verificare che l’attacco inferiore sia integro. Ricordate che un cupolino rotto abbassa di molto il valore complessivo.

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6) Controllare che le altre plastiche siano integre. Gli specchi di riferimento della RV sono i Vitaloni: se li trovate, assicuratevi che siano sani. Eventuali pezzi rotti abbassano il valore della moto e gli specchi sono difficili da trovare.

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7) Controllare che nel serbatoio non ci siano tracce di ruggine, meglio se usate una piccola torcia a batteria per guardare dentro. Piccole ammaccature possono essere tollerate. Verificate che il tappo si apra e chiuda correttamente con la sua chiave.

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8) Controllare lo stato delle gomme. Se sono la Pirelli MT15 Mandrake sono ancora le originali. Per motivi di sicurezza, noi consigliamo comunque di sostituirle in un secondo tempo con altre aventi una scolpitura vintage, ma di nuova produzione.

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Se la moto è in Lombardia, il gruppo è disposto a fare una perizia gratuita. Gratis ovviamente.

Compro una RV? Perché no!

La Gilera RV, che sia la 125, la 200 o la massima evoluzione 250 NGR, è un modello destinato a rivalutarsi. Lo diciamo perché, storicamente, chi arriva per primo viene sempre premiato. In altre parole, la RV ha interesse storico perché è stata la prima 125 moderna che ha lanciato la corsa delle sportive stradali. La Gilera RV è la prima 125 in assoluto su cui puoi trovare tutto il meglio della tecnica dell’epoca: ammissione lamellare, motore con contralbero di bilanciamento, avviamento elettrico, raffreddamento ad acqua con pompa di circolazione, lubrificazione con miscelatore separato, cambio a 6 marce con rapporti sempre in presa, ruota anteriore da 16 pollici, gomme di dimensione generosa, sospensione posteriore monoammortizztore progressivo.

Prima di lei nessun’altra moto poteva vantare un simile bagaglio tecnico. Ma non c’è solo la tecnica. La RV ha il suo posto nella storia del motociclismo perché è la prima motoleggera concepita come una moto di cilindrata più grossa, il primo modello costruito secondo criteri di affidabilità e standard. E questi sono fatti, non partigianeria: chi nega questo primato tecnologico e storico mente o per ignoranza o per malafede.

Viene però da chiedersi: vale la pena investire del denaro per tenere in casa una di queste motociclette? Attualmente è possibile attribuire un valore di circa 1500 euro per una RV perfettamente restaurata o correttamente conservata. Nel secondo caso, per correttamente conservato s’intende una moto che ha visto poca luce del sole, perché se è bianca avrà le plastiche ingiallite e i fondini della strumentazione scoloriti. Le rosse poi tenderanno al chiaro. Difficile, se non impossibile trovarla così dopo 30 anni, a meno che non sia un fondo di magazzino. E questo a prescindere dal motore, che deve comunque girare come un orologio svizzero.

Quindi, giocoforza, oltre all’acquisto della moto bisogna mettere in preventivo altro denaro per il ripristino e, come l’esperienza dei frequentatori di questo sito insegna, spesso il totale della spesa, cioè moto più restauro, supera il valore di mercato. Allora, se la RV ha un significato particolare per voi, non ne farete una questione di soldi, anche perché le cifre, in valore assoluto, sono alla portata di tutti. Quando c’è gente disposta a pagare 800 euro per un Iphone che dopo sei mesi ne vale la metà, capite che ci possono anche essere persone che possono spendere 1000 euro per una moto di 30 anni fa che, invece di perdere valore, si rivaluta col tempo. Ecco, il punto è questo. La RV si rivaluterà perché è la prima e, da questo punto di vista, merita di essere accolta nel vostro garage: un’ impagabile ventata di bei ricordi che, di questi tempi, non fa mai male.

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Un sabato da Leoni

Per essere la prima volta, diciamo che è andata molto bene. Nessuno di noi aveva mai partecipato a una fiera o mostra del genere e quindi molte cose le abbiamo imparate strada facendo. Alla fine di sabato, il primo giorno, tirando le somme si può dire che il bilancio sia alquanto positivo. Ecco cosa è successo. Innanzitutto c’è stato molto interesse per le nostre RV: tanta gente si fermava a guardarle, fotografarle, chiedere informazioni. E questo, ovviamente ci ha fatto piacere. Beh, in questo siamo stati aiutati anche dal look: guardate che belle le nostre magliette fatte apposta per Novegro.

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Qui potete vedere Silvio Manicardi, ex Honda Italia e Honda Europe, che si è fermato al nostro stand per invitarci al Moto Days di Roma e per raccontarci alcuni gustosi aneddoti della sua carriera, compresi alcuni racconti degli anni 80 quando doveva convincere i giapponesi su come doveva essere fatta la NS 125.

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In seguito sono venuti a trovarci anche i responsabili del Registro Storico Gilera per farci i complimenti. E la cosa ci ha fatto piacere: che sia l’inizio della pacificazione tra vecchi e nuovi gileristi? Comunque a parte questi avvenimenti, la giornata è stata piacevole e divertente. Già, perché il nostro segreto è quello di divertirci, siamo qui per amore della RV e per fare un po’ di baldoria tutti assieme. In questa foto di gruppo posiamo assieme la nostro storico cartellone con l’ovale rosso mentre Giacomo mostra orgoglioso la pergamena con l’attestato che ci ha dato la Fondazione Piaggio.

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Da sinistra, in alto: Emilio, Daniele, Fabio, Christian, Stefano, Andrea, Elena. Da sinistra, accosciati: Francesco, Giorgia, Giacomo e Ivan

In diretta da…NOVEGRO!!!

Salve a tutti, grazie ai potenti mezzi (scherziamo) di gilerarv200.it, siamo online in diretta dalla Fiera di Novegro, dove esponiamo la RV30. Ecco le prime immagini dallo stand che abbiamo allestito.

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Sì. avete visto bene: grazie a Fabio abbiamo lo schermo panoramico da 40 milioni di pollici dove proiettiamo di continuo le foto delle nostre RV. E qui altri scatti da Novegro direttamente dalla reflex nel nostro amico Francesco.

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Ed ecco una foto che ha un significato molto particolare per noi di gilerarv200.it. Ai piedi dell’RV 30, potete vedere questa targa che per noi è davvero speciale: è il riconoscimento che il Museo Piaggio ci ha concesso quale attestato per il nostro lavoro di ricostruzione storica e restauro dedicato al marchio Gilera. Grazie PIAGGIO!

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RV 125 30 anni dopo: i files segreti

“A volte lavorare per la Piaggio era molto complicato”: a dirlo è Paolo Martin, il papà della Gilera RV (ed RX), da noi incontrato nel suo atelier in provincia di Torino. Per il gruppo di Pontedera il designer torinese ha disegnato, tra gli altri, lo scooter GSA, i ciclomotori CBA ed ECO, Tg2 125, la 175/200T4, la Cosa e alcune moto che però non hanno mai superato lo stadio di prototipo. La coppia Gilera RV/RX è senza dubbio una delle sue creazioni più note.

“Ogni volta che andavo in Piaggio”, prosegue Paolo Martin, “c’era sempre qualcuno che storceva il naso. Io allestivo prototipi e lì non erano molto abituati a questo modo di lavorare. Diciamo che erano abbastanza conservatori e addirittura una volta misero dei giornali sulle vetrate per nascondermi. Il prototipo, tuttavia, è indispensabile. Prima di diventare moto vere, la RV e la RX sono state da me fatte di legno, per configurare dal vivo l’aspetto definitivo. I modelli e i disegni, infatti, non sempre dicono la verità perché quello che sembra bello in scala, potrebbe non esserlo a grandezza naturale. Il prototipo della RV, inoltre, era diverso tra il lato destro e il lato sinistro, in modo da offrire due ipotesi a confronto”.

Per arrivare alle linee definitive, Paolo Martin è partito da una serie di schizzi affinandoli volta per volta. Ed eccoli i disegni della RV, rimasti chiusi in un cassetto per 30 anni e che adesso rivedono la luce. Come potete vedere, la linea della RV si è sviluppata piano piano partendo da concetti e canoni di bellezza propri degli anni 80. Questo spiega il perché ci siano linee che ricordano la Honda VF 400 F (il cupolino, per esempio) e la Yamaha RD350 (il taglio sella/serbatoio): facile giudicare con gli occhi di oggi, ma nel 1983 lo stile era quello ed era ciò che la gente voleva. Siccome la RV doveva rappresentare una moto di svolta, la Gilera non poteva rischiare di proporre qualcosa di troppo fuori dagli schemi.

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

La eccezionalità delle immagini che pubblichiamo, ci permette di fare un gioco. Prendete una foto laterale della Gilera TG1/TG2 125 e immaginate di distorcerla con il computer. Il morphing che ne segue vi darà l’idea di come le linee della RV siano in qualche modo la naturale e più moderna evoluzione di quei concetti, che, ripetiamo, sono il fil rouge degli anni 80. Ed eccolo il famigerato cupolino, come si è evoluto disegno dopo disegno fino a diventare quello che conosciamo.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

Siamo quindi giunti al momento più emozionante del nostro racconto. Grazie alla cortesia di Paolo Martin, che ci ha messo a disposizione il materiale, ecco le foto della famosa RV di legno, il prototipo. Cerchi e parte della ciclistica sono di derivazione TG2, così come l’impianto di scarico. Il motore contiene elementi posticci (di legno anche questi) ancora da definire. Il lato destro qui raffigurato è quello che alla fine ha ottenuto l’ok da Pontedera.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

Quello sinistro, con alcuni elementi della carrozzeria rossi anziché bianchi, è stato scartato. Ma non è andato perso: la RV “sinistra” è quella che vedete nella fiche di omologazione: sì, proprio questa qua.

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Nessuno prima di noi aveva mai fatto vedere queste immagini sulla nascita dell RV. Un primato che non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Paolo Martin, che per questo ringraziamo.

Un pomeriggio con…Paolo Martin

Ci sono cose che capitano una volta nella vita. Eventi eccezionali che hanno il potere di sciogliere in un colpo solo nodi stretti e sedimentati nel corso di anni e anni. Prendete la nostra RV: vi siete mai chiesti com’è nata? Come si è deciso di farla così, chi l’ha progettata?

Per dare una risposta a queste domande, abbiamo scavato nel passato e nel nostro cammino alla ricerca delle origini ci siamo imbattuti in un alleato prezioso e insostituibile: Paolo Martin.

Paolo Martin

Paolo Martin

A molti di voi questo nome dice poco. Sappiate, però, che lui è il papà della RV (e della RX). Sì, Paolo Martin, designer indipendente di fama internazionale, tra le migliaia di veicoli e oggetti che ha disegnato, nella sua lunghissima carriera si è anche occupato di definire lo stile della motoleggera Gilera che tanto amiamo.

Abbiamo avuto il piacere e il grande onore di essere ospitati presso il suo atelier in provincia di Torino. Con lui abbiamo trascorso un intero fantastico pomeriggio in compagnia dei suoi ricordi. Non capita tutti i giorni di stare seduti al cospetto di un personaggio di tale caratura, con accanto il mascherone di una supercar, circondati da disegni, foto, bozzetti e prototipi. Paolo Martin non si è risparmiato e ha ripercorso con noi gli anni favolosi del mondo dell’auto e delle moto, quando l’industria italiana primeggiava non solo nella tecnica, ma anche  – e soprattutto – nello stile.

Ci ha raccontato di come, sacrificando le ferie e lavorando giorno e notte, riusciva a tirare fuori da alcuni blocchi di polistirolo il prototipo di una Ferrari (la famosa Modulo 512). Oppure come spesso doveva scontrarsi con i committenti i quali, per ragioni industriali, finivano per porre un freno alla sua creatività: lui è un artista che ama tradurre in oggetti tridimensionali un’idea, un disegno, un’intuizione, non si possono mettere dei paletti a uno così. Una capacità che non si è limitata solo alle automobili e alle motociclette, ma che lo ha visto cimentarsi con successo anche nel campo del ciclismo, la nautica, l’aeronautica, i sistemi e le attrezzature industriali e le armi bianche, giusto per citare le prime che ci vengono in mente. E siamo convinti che lui sarebbe capace di ridisegnare, migliorandolo, qualunque oggetto. Del resto uno dei suoi motti è:

Mi creo continuamente problemi per il solo piacere di risolverli.

Paolo Martin

 

 

Per saperne di più su questo straordinario personaggio, visitate:

http://www.paolomartindesigner.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Martin

Quando Serena era Grandi

La decisione è stata presa: causa crisi, quest’anno non ci sarà il Motor Show di Bologna. E non si sa se la chusura è passeggera oppure per sempre. Se così fosse, morirebbe un altro mito della nostra adolescenza, un altro di quegli appuntamenti per noi irrinunciabili e che ci ha fatto tanto sognare. Alzi la mano chi non ci è andato nemmeno una volta. Noi comunque vogliamo ricordarcelo così, quando la madrina era Serena Grandi e la star la Gilera RV 250 NGR.

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RV…30 anni dopo

Era solo un’idea. Poteva essere una bellissima idea oppure una roba da dimenticare, il confine tra l’una e l’altra cosa è sempre molto sottile. Per poter essere bella e vincente, un’idea deve anche poter essere condivisa con altre persone. Più o meno è andata così con la creazione dell’RV30. L’idea di Stefano poteva rimanere tale, dimenticata, irrealizzata e invece è diventata realtà proprio grazie alla condivisione con tutti gli amici del gruppo. Ognuno ha fatto la sua parte, ciascuno ha dato il proprio apporto in termini pratici e teorici. Tutto finalizzato a un obiettivo: la realizzazione.

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E pensare che era poco più di un rottame quando il grande Andrea l’ha messa a disposizione del gruppo, pronta a essere trasformata grazie al…pensiero di tutti.

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Poi, piano piano tutti ci mettono qualcosa, una parola, una idea, una mano di aiuto. Fabio, Gianluca, Cosimo, Luciano e tanti altri a spingere nella direzione giusta. E i pensieri prendono forma, dalle ipotesi alle vesti definitive.

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E si lavora, si lavora duramente per raggiungere l’obiettivo. Sul bancone, in carrozzeria, in garage. Ogni posto diventa buono affinché l’idea, o meglio, il sogno si realizzi.

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Signori: la RV30 è una realtà, un sogno che si realizza. Esiste davvero e sarà esposta a Novembre a Novegro (MI).

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E siccome questo è un anno straordinario per la nostra RV, le sorprese non sono ancora finite. Non possiamo anticipare niente, ma vi possiamo garantire che rimarrete senza parole. Continuate a seguirci.

Il problema degli adesivi

Una delle cose più fastidiose nel restauro della RV è il posizionamento degli adesivi. Essendo abbastanza estesi e per la maggior parte su superfici curve, non è affatto facile metterli con precisione. Però c’è il trucco. Il punto di partenza è quello di procurarsi solo adesivi di qualità. Se sono originali, devono essere in ottimo stato. Se sono delle repliche come i nostri, devono essere di qualità indiscutibile, non solo nel materiale ma anche nel taglio. Fatta questa premessa, per prima cosa, bisogna ritagliare le varie sezioni con cautela cercando di avvicinarsi il più possibile all’adesivo da trasferire. Dopo questa operazione, bisogna staccare la protezione della colla e irrorare l’adesivo, che sarà mantenuto solo dal suo supporto di carta superiore. Con cosa lo si bagna? Con una soluzione di acqua e sapone messa in uno spruzzino. ma attenzione, non mettete troppo sapone, ne serve poco.

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Dopo aver bagnato l’adesivo, bisogna bagnare anche la superficie su cui si andrà a posizonare. Facendo strisciare l’adesivo, tenendolo per un lembo, si distribuisce il velo d’acqua e vi accorgerete che la decal ci galleggia sopra con pochissimo attrito, in modo da riposizionarla a piacimento. Quando la posizione è giusta, con una spatola di gomma dura si fa defluire l’acqua da sotto, con movimenti dall’interno verso l’esterno stando attenti a non muovere l’adesivo.

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Et voilà, il gioco è fatto. Per la posizone corretta degli adesivi guardate le centinaia di foto delle moto dell’epoca e ricordate che spesso non li mettevano dritti nemmeno in fabbrica. Qui il maestro Luciano è intento ad attaccare quelli della RV30: lo ha fatto a schema libero.

luciano l'esperto dei francobolli

Ritorno al futuro

I sedicenni di oggi non hanno la minima idea di che cosa significhi avere una moto, accudirla, modificarla e mettersi in gioco. Poi cercare di rinnovarla perché sono uscite moto nuove e la nostra ci puzza di vecchio.Oppure ci siamo fissati su una particolare grafica o sogniamo le moto più grosse. E nel frattempo ci accontentiamo di tempestare la nostra di adesivi perché alla fine ciò che conta è il nostro sogno.

Ecco, dopo aver visto un gran premio, ma uno di quelli veri con gente come Spencer, Lawson, Schwantz, Roberts, Haslam, Gardner, Rainey, gente con le palle, non le checche di oggi, a noi ci veniva voglia di imitarli. Così:

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cosa c’è di meglio di una strada isolata di campagna per fare le penne? Moto di Cosimo

Va bene, non è proprio la stessa cosa. Ma avevamo una RV non una quattro cilindri 500. E poi l’ho detto, contava il sogno, la suggestione. Come quando, contravvenendo a qualunque norma, si andava in giro col fanale coperto perché messa così la nostra RV faceva molto racing

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Come si può intuire dal casco, io tifavo per Lawson. E anche la mia RV traeva spunto dal campione americano. Moto di Cosimo

La bellezza di questa nostra moto non teme confronti. Non importa se la riempi di adesivi, se la rivernici di un altro colore o se gli piazzi una carena: farà sempre un figurone. Come una bella donna, baciata dalla fortuna per avere un fisico longilineo: non importa che vestito mette, sarà sempre affascinante.

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Yamaha e Honda erano le moto più belle di quei tempi. Il mio amico Roberto riverniciò la sua RV come la RD  350 LC. Io invece scelsi una livrea più elegante, Yamaha Factory. Moto di Cosimo

Sì, anche io cambiai il vestito alla mia moto. Comprammo un bianco latte, accecante e ci mettemmo nel box a fare pasticci. Devo essere onesto: sarà stato il culo del principiante, ma la verniciatura ci venne davvero bene. E il risultato finale, come potete vedere sopra, è davvero notevole. Ah i sedicenni di oggi con i loro cazzo di smartphone e youtube non sanno che si perdono…

 

Era il 1984…

Nel 1984 queste erano le prime venti moto più vendute d’Italia. Come vedete, le prime sette sono enduro, ma il vento sta cambiando: c’è sempre più voglia di moto da strada. Prima di leggere i numeri, due considerazioni: la Gilera RX è in vendita da marzo mentre le prime RV saranno immatricolate a giugno, quindi le due moto di Arcore non hanno potuto sfruttare tutti e 12 i mesi di vendita. La seconda considerazione è che… nel 1984 avranno pure venduto una valanga di Aletta Rossa, ma nel 2013 le RV in circolazione, restaurate assicurate e circolanti sono moooolto di più.

 

1)      Cagiva Aletta Rossa 125        13.652

2)      Gilera 125 RX                          6.475

3)      Yamaha XT 600                       6.427

4)      Honda XL 125R                       5.236

5)      Honda XL 600R                       4.626

6)      Cagiva Ala Rossa 350              3.605

7)      Honda XL 200R                      3.450

8)      Laverda LB 125                      2.914

9)      Kawasaki KLR 600                  2.725

10) Gilera RV 125                            2.674

11) Honda XL 125S                         2.662

12) Kawasaki GPZ900R                     2.496

13) Moto Guzzi V35 Custom              2.494

14)  Cagiva Aletta Electra 125           2.148

15) Aprilia ST 125                            2.038

16) Moto Morini Canguro 350             2.003

17) Honda CBX750F                         1.768

18) Honda CS 125                           1.436

19) Cagiva SS 125                           1.418

20) Honda XL 500 R                          1.537

Quando i giapponesi ci facevano una pippa…

Nel dicembre 1986 la rivista inglese Performance Bikes pubblica la prova della RV 125 ES messa a confronto con la Kawasaki AR 125 LC. Della moto italiana gli inglesi dicono che non sembra una 125, ma una 250. Che è stabile, abitabile anche in due, bella, ben rifinita, ma il mordente del freno anteriore non è un granché e il motore muore quando dovrebbe esplodere. Certo, dicono gli inglesi, il motivo c’è: in Inghilterra vige il limite dei 12 CV e le RV che nascono da 21 CV devono essere strozzate e il motore così muore poco prima dei 6000 giri, cioè quando la RV libera entra in coppia. La Kawasaki invece è una specie di zanzara da 100 kg (la RV ne pesa quasi 140) con gommine 2.75 davanti e 3.00 dietro (la RV ha una 3.25 davanti e 3.50 dietro) che però ha un motore meglio sfruttabile nei suoi 12 CV e un freno anteriore con un sacco di mordente. Inoltre, grazie alla carenatura semi-integrale, va anche più veloce. L’articolo, però, conclude dicendo che comprerebbero la Gilera. Nel 1986, anche in questo campo, non temevamo confronti. Oggi non abbiamo più nulla. Fanculo! (scusate lo sfogo)