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Il mistero dei numeri di telaio

Bisogna far presto: la RV non è ancora pronta, ma già si produce il materiale pubblicitario. E due ragazzi che lavoravano in Gilera diventano modelli per un giorno. ARCHIVIO STORICO PIAGGIO, PONTEDERA

Bisogna far presto: la RV non è ancora pronta, ma già si produce il materiale pubblicitario. E due ragazzi che lavoravano in Gilera diventano modelli per un giorno. ARCHIVIO STORICO PIAGGIO, PONTEDERA

ARCHIVIO STORICO PIAGGIO, PONTEDERA

ARCHIVIO STORICO PIAGGIO, PONTEDERA

Nella storia delle Gilera RV ed RX c’è un aspetto che è sempre rimasto avvolto nel mistero. Quanti esemplari della primissima serie, per intenderci, quella senza avviamento elettrico, sono stati prodotti? Adesso, nel mondo delle normali case motociclistiche sarebbe molto facile procurarsi questo dato. Non a casa Piaggio: negli scorsi anni, a causa di un trasferimento di files da un sistema gestionale all’altro, sono stati persi tutti i dati di produzione delle moto degli anni 80. Sì, avete letto bene, tutto andato in malora.

Questa maldestra e mai troppo criticabile perdita ha avuto la spiacevole conseguenza di gettare nel dimenticatoio 10 anni e più di produzione, lasciando noi appassionati nel caos e nell’incertezza più completa. Come si fa a ricostruire la storia di un modello se mancano i dati di produzione?

Per fortuna, a volte, un occhio attento ai particolari e l’aiuto delle persone giuste possono fare la differenza. Un paio di mesi fa, nel riordinare alcuni files, ci siamo accorti che uno dei manuali con l’elenco dei ricambi delle Gilera RV ed RX, che veniva dato ai concessionari, ha una data di pubblicazione: luglio 1985. Sin qui non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per il fatto che, all’inizio del fascicolo, c’è scritto che i ricambi elencati si riferiscono solo alle moto con numero di telaio a partire da quelli indicati.

E quali sono questi numeri? Per la RV 125 senza avviamento elettrico, che le riconoscete perché il telaio inizia per 12800 il numero è 1950. Per la RX senza avviamento elettrico, la 12700 è 3772. Per la RX Arizona senza avviamento elettrico, che si riconosce per avere il numero 12703 è 2994. Ma, seguite il nostro ragionamento, nel 1985 sia le RV che le RX erano richieste e vendute praticamente solo con avviamento elettrico. Lo testimoniano i numeri di telaio abbinati alle immatricolazioni. Le riconoscete dai due numeri posizionati dopo il codice modello: RV 125 Electric Starter 12805, RX 125 ES 12705, RX 125 Arizona ES 12706. Pertanto i telai indicati nel manuale dei ricambi, indicativi del progressivo di produzione, almeno nel caso delle versioni senza avviamento elettrico, rappresentano con molta probabilità anche il numero degli esemplari prodotti, che come dicevamo hanno smesso di uscire da Arcore già durante la seconda metà del 1984.

Abbiamo esposto questo ragionamento a due dei nostri amici più cari che lavoravano alla Sperimentale Gilera che ci hanno confermato l’esattezza della deduzione. In altre parole: siccome il manuale dei ricambi si riferisce a numeri di telaio “a partire da”, quelli indicati sono quelli già prodotti. E nel caso delle versioni senza avviamento elettrico, finiti di produrre già da tempo. Ricapitolando: le RV primissima serie sono state 950 (bisogna sottrarre 1000 perché la numerazione progressiva di quelle senza aviamento elettrico partiva appunto da 1000), le RX 2772 e le RX Arizona 1994. Allo stato attuale, in base alle nostre conoscenze, non risulta ancora circolante nessuna delle RV (che pure sono state nelle mani di Stefano e Cosimo in adolescenza). Così come non risulta sopravvissuta alcuna RX. L’unica prima serie esistente è la RX 125 Arizona di Giacomo, che a questo punto si prende il titolo di più anziano esemplare della serie RV-RX in circolazione. Passando alle Electric Starter, la RV 125 più anziana è quella attuale di Cosimo, mentre tra le 200 il primato va alla RV 200 di Stefano.

 

 

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

Alcune fasi del restauro della moto di Daniele

Raduno internazionale Gilera ad Arcore il 13 e 14 giugno 2015

Si svolgerà ad Arcore e nel circuito di Monza il Raduno Internazionale Gilera in concomitanza con l’Expo. Tutti gli errevuisti sono invitati a partecipare.

 

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Un 2015 pieno di Gilera

Sono molte le cose che si possono dire alla conclusione di un anno per riassumerne le tappe più importanti. Per nostra fortuna il 2014 del gilerarv200.it è stato pieno di avvenimenti. A febbraio una nostra RV 200 è stata esposta alla mostra “Le più belle Gilera di tutti i tempi” tenutasi a Novegro. A marzo abbiamo portato una selezione delle nostre moto a Vizzola Ticino per il servizio fotografico di Motociclismo d’Epoca, dando alla RV la possibilità di ritornare, 30 anni dopo, sulla stessa pista dove era stata provata per la prima volta.

Sempre a marzo abbiamo avuto il privilegio di pranzare con il leggendario ing. Lucio Masut, il gran capo del settore tecnico della Gilera, l’uomo che ha dato il via alle moto che amiamo. A maggio la quarta edizione dell’RVDAY ha visto la partecipazione di un numero sempre crescente di moto e appassionati, un appuntamento che è stato nobilitato dalla presenza di Paolo Martin, il designer dell’RV che ci ha voluto onorare trascorrendo con noi i due giorni del raduno.

A settembre una nostra moto era presente al Gilera Day organizzato dal Registro Storico Gilera di Arcore. A novembre due eventi: Motociclismo d’Epoca dedica la copertina alla Gilera RV e pubblica un grande servizio dedicato alla nostra beniamina. Poi l’appuntamento con la Fiera di Novegro che ha visto il gemellaggio del nostro sito con gli amici di 125stradali.com, con i quali abbiamo condiviso gli spazi, onori e oneri. Un appuntamento che, oltre alla memorabile conferenza tenuta dall’ing. Ciancamerla sulle 125 degli anni 80, ha visto transitare per il nostro stand personaggi come Paolo Tamburi, il collaudatore di Motociclismo che nel lontano settembre del 1984 provò la RV per la sua rivista e Bruno Corradi, collega e amico dell’ing. Ciancamerla nonché uno dei pilastri della Sperimentale di Arcore.

Noi non ci fermiamo qui. Sarà difficile fare più di così, ma ci proviamo ugualmente. Abbiamo altri obiettivi per il 2015, alcuni dei quali non vogliamo anticipare per sana scaramanzia. Ci sarà la quinta edizione dell’RVDAY a maggio, il Raduno Internazionale della Gilera e gli appuntamenti legati all’EXPO 2015. E ancora Novegro dove cercheremo di fare ancora di più. E poi ci siete voi appassionati che ci date lo stimolo e la forza di portare avanti queste iniziative. Speriamo di incontrarne di nuovi nel corso dell’anno che verrà. A quelli che già ci seguono e sono con noi, un sentito e profondo ringraziamento per il sostegno e l’entusiasmo sin qui mostrato e un sincero augurio per questo 2015 che sta per cominciare. Più Gilera per tutti.

L'ing. Lucio Masut firma le fiancatine delle nostre RV. Un autografo per la storia

L’ing. Lucio Masut firma le fiancatine delle nostre RV. Un autografo per la storia

Le nostre Rv a Vizzola Ticino 30 anni dopo la prova di Motociclismo

Le nostre Rv a Vizzola Ticino 30 anni dopo la prova di Motociclismo

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Paolo Martin riceve la nostra targa ricordo attorniato da noi errevuisti

Paolo Martin riceve la nostra targa ricordo attorniato da noi errevuisti

IV RVDAY insieme a Paolo Martin

IV RVDAY insieme a Paolo Martin

Paolo Tamburi sulla RV della prova di Motociclismo del 1984: è la copertina che Motociclismo d'Epoca ci dedica a novembre

Paolo Tamburi sulla RV della prova di Motociclismo del 1984: è la copertina che Motociclismo d’Epoca ci dedica a novembre

Mostra di Novegro: Paolo Licari è venuto dalla Sicilia per trascorrere con noi i giorni della mostra. Qui lo vediamo in compagnia di Marisa, la nostra promoter

Mostra di Novegro: Paolo Licari è venuto dalla Sicilia per trascorrere con noi i giorni della mostra. Qui lo vediamo in compagnia di Marisa, la nostra promoter

Il logo che ha debuttato a Novegro

Il logo che ha debuttato a Novegro

Un altro scorcio del nostro stand con Marisa

Un altro scorcio del nostro stand con Marisa

La Gilera RV celebrata su Motociclismo d’Epoca

Il numero di novembre di Motociclismo d’Epoca dedica la copertina e un ampio servio alla nostra beniamina, la Gilera RV 125/200. Sappiamo che cosa state per chiedere: la risposta è sì, le moto ritratte nel servizio sono proprio le nostre. Bisogna fare un applauso all’organizzazione di Motociclismo d’Epoca perché non solo ha valorizzato con le immagini la RV, ma ha anche arricchito il servizio con una miriade di informazioni utili, molte da noi fornite. Insomma, 30 anni dopo, Motocilcismo ripara a un errore altrimenti imperdonabile: mise sulla copertina che conteneva la prova della RV 125 appena uscita, settembre 1984, quel bidone dello scooter Benelli.

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A questo punto, però, permetteteci una piccola digressione. Proprio in questi giorni il nuovo sito gilerarv200.it, che porta avanti il progetto originario di Stefano, compie un anno. E l’articolo su Motociclismo d’Epoca è il più bel regalo di compleanno che potevamo farci. In questo lasso di tempo abbiamo raccolto oltre 5000 visite e utenti unici e più di 15.000 pagine viste. Se considerate il fatto che, per come è fatto il sito, basta aprire una pagina e si vedono anche le altre, questo risultato andrebbe moltipilicato almeno per tre. Un sito, il nostro, di carattere prettamente amatoriale, messo su con due soldi e con tanta passione, che si è guadagnato una ottima indicizzazione da google. Ma, è bene ribadirlo ancora una volta, tutto questo non sarebbe stato possibile senza il vostro aiuto, le vostre visite, il vostro supporto e la vostra complicità

Grazie a tutti. Più Gilera per tutti

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GileraRV200.it a Novegro dal 7 al 9 novembre

Per il secondo anno consecutivo, gilerarv200.it esporrà una selezione di Gilera RV in occasione della Mostra scambio di Novegro che si terrà dal 7 al 9 novembre 2014. La novità di quest’anno è che saremo in uno stand più grande che condivideremo con gli amici di 125stradali.com. Durente l’esposizione, saremo a disposizione degli appassionati per rispondere a tutte le domande non solo sulle Gilera RV ed RX, ma anche sulle 250 NGR, KZ e KK e le altre moto di Arcore degli anni 80. Inoltre, grazie alla generosità dei nostri sponsor, potete fermarvi da noi anche per uno spuntino. Non mancate, vi aspettiamo al Padiglione D.

 

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Incontro a Zocca per gli appassionati della RV

Il 4 ottobre 2014 si terrà a Ciano di Zocca, presso il ristorante Bonfiglioli, un incontro degli appassionati della Gilera RV. Saranno affrontati veri temi tra cui le inziative future, prima tra tutte il Salone di Novegro a novembre. Siete tutti invitati a partecipare anche perché…da Bonfiglioli si mangia bene!

Un altro successo di Paolo Martin

Ci sono momenti, nella vita di ognuno, da imprimere nella memoria come una incisione in una roccia. E siamo sicuri che nell’album dei ricordi di Paolo Martin, l’agosto del 2014 abbia un posto di primo piano. Nell’ambito della mostra “Dream Cars: innovative design, visionary ideas” che si è tenuta nelle sale dell’High Museum of Art di Atlanta, il designer italiano ha tenuto una serie di conferenze sull’auto di fronte a una platea di appassionati e studenti. Paolo Martin, invitato assieme a Chris Bangle (ex capo dello stile BMW e Gruppo Fiat) ha parlato della sua Ferrari Modulo, la incredibile show car da lui realizzata quando era alla Pininfarina nell’estate del 1968, rinunciando alle ferie. Una vettura diventata, negli anni a seguire, l’attrazione di decine e decine di manifestazioni in giro per il mondo e portabandiera della Pininfarina.

Come appassionati della Gilera RV, disegnata anch’essa da Paolo Martin, non possiamo che essere felici del successo che le sue creazioni continuano a riscuotere nel mondo. E anche orgogliosi di averlo potuto conoscere di persona. Un affetto che Paolo Martin ha voluto ricambiare a suo modo, indossando la nostra maglietta con lo schizzo della RV e il folletto durante la kermesse di Atlanta ad agosto. Grazie Paolo.

Paolo Martin posa accanto alla sua Ferrari Modulo ad Atlanta

Paolo Martin posa accanto alla sua Ferrari Modulo ad Atlanta

La Ferrari Modulo esposta ad Atlanta

La Ferrari Modulo esposta ad Atlanta

La Ferrari Modulo esposta ad Atlanta

La Ferrari Modulo esposta ad Atlanta

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10.000 Grazie agli appassionati

Cari appassionati della Gilera RV, grazie. Nel weekend del IV RVDAY il nostro sito ha superato le 10.000 pagine viste, un bel traguardo se si considera che, con la nuova versione, siamo online da otto mesi e che i contenuti sono prodotti in maniera amatoriale nei ritagli di tempo. Il merito è ovviamente vostro che venite a visitarci, una preferenza che ci lusinga e ci spinge a fare ancora meglio.

10.000 GRAZIE.

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Quando il Leone è finito come un agnellino

La storia nessuno se la ricorda. E persino 30 anni fa era poco nota. Fatto sta che su questo famoso accordo con la Peugeot si è molto favoleggiato. Ci è capitato di fare un giro su alcuni forum francesi di appassionati di moto anni 80 e ci siamo imbattuti in alcune notizie non proprio esatte.

Questi i fatti. All’inizio degli anni 80 la Gilera stringe un accordo con la Peugeot per lo sviluppo di un motore monocilindrico a due tempi che sarebbe poi andato a equipaggiare una moto da fuoristrada militare per partecipare alla gara d’appalto dell’esercito francese. L’accordo prevede che a regime la Peugeot avrebbe acquistato almeno 5.000 motori, lasciando il resto della produzione alla Gilera. Secondo i francesi, oltre ai soldi, ci avrebbero messo anche alcune idee e influenzato la progettazione di quello che poi sarebbe diventato il motore delle RX ed RV. Ma i testimoni oculari dell’epoca ci raccontano che ad Arcore di francesi se ne vedevano davvero pochi.

E anche se qualcuno sostiene che senza i soldi Peugeot il motore non sarebbe mai stato prodotto, resta  il fatto che la Gilera si è poi sobbarcata tutto il lavoro cercando, per quanto possibile, di non farsi stravolgere il progetto dalle idee dei francesi. I quali, una volta allestite le motociclette militari per le valutazioni, si sono visti scavalcare dalla Cagiva che alla fine ha vinto l’appalto con la sua enduro a quattro tempi. Che fare, allora, dei 5.000 motori prenotati? Si allestisce una moto in quatto e quattr’otto e si gioca la carta del mercato delle 125 enduro: nasce così la Peugeot X 125 LC, moto che pur condividendo lo stesso motore della RX, non poteva competere in quanto a stile, finiture e realizzazione. Un fiasco annunciato. E le moto militari? Gli esemplari affidati all’esercito francese per le valutazioni sono stati dismessi nel 91 e oggi ne sopravvivono davvero pochi. Come potete vedere nelle foto, si trattava di una 200 con il serbatoio dell’Arizona.

La Peugeot 200 dell'esercito francese

La Peugeot 200 dell’esercito francese

 

Si chiamava X 200 AR la moto con cui la Peugeot ha provato a vincere l'appalto per l'esercito francese

Si chiamava X 200 AR la moto con cui la Peugeot ha provato a vincere l’appalto per l’esercito francese

 

La bestia nera di Mandello del Lario

C’era una volta un prototipo. Non uno qualunque, ma uno speciale. Una moto su cui tecnici e ingegneri ci lavoravano con passione perché il progetto era ambizioso: una 350 bicilindrica a due tempi per dare scacco matto alle varie Yamaha RD giapponesi.

Non un bicilindrico qualunque però. Seguendo la moda di quel periodo nei gran premi, l’ingegner Lucio Masut e i suoi uomini realizzarono il prototipo di un motore con i cilindri messi in tandem, uno davanti all’altro, come se fosse una fetta del motore della Suzuki RG 500. Uno schema con due alberi motore ripreso dal Rotax 250, che era già presente sulla B125 da cross e che la stessa Suzuki riproporrà sulla sua RGV 250 Gamma (e Aprilia con lo stesso motore).

Nel 1986, quando questo prototipo fu allestito, tra le moto di serie solo la Kawasaki KR 250 aveva qualcosa di simile. Ad Arcore presero due cilindri della RV 200, gli piazzarono due valvole di scarico e infilarono il motore nel telaio di una Gilera KK, nascosto sotto la carenatura totale. Una moto, che a detta di tutti quelli che l’hanno vista e provata, aveva qualcosa di veramente fuori dal comune in quanto a prestazioni. L’ingegner Masut, che amava collaudare di persona i prototipi, usava questa bicilindrica per tornare a casa la sera, in quel di Mandello del Lario. Nel volgere di poco tempo, quella strana KK con due scarichi divenne la bestia nera dei motociclisti che avevano la sfortuna di incontrarla sulle rive del lago. Chissà che faccia avrebbero fatto se avessero saputo di essere stati seminati da Masut e dal suo strano prototipo.

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Tornati a Vizzola dopo 30 anni

Il 10 luglio 1984 Motociclismo prova sulla pista Pirelli di Vizzola Ticino la Gilera RV 125. I risultati di quella giornata saranno poi resi noti sul numero di settembre dello stesso anno. Ad accompagnare l’allora nuovissima moto di Arcore ci sono l’ingegner Daniele Secchi e Angelo Villa della famosa “Sperimentale” di Arcore.

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Noi di gilerarv200.it, 30 anni dopo, abbiamo riportato la Gilera RV 125 a Vizzola Ticino, ma questa volta in compagnia della sorella maggiore RV 200 e della RV30, la versione speciale del trentennale. Eravamo lì perché un noto giornale del settore sta preparando un articolo proprio sulla nostra beniamina.

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Le nostre RV sulla pista di Vizzola Ticino 30 anni dopo la prova di Motociclismo

Purtroppo l’ing. Secchi non è potuto venire per precedenti impegni e Angelo Villa, per anni una delle colonne portanti del Registro Storico Gilera, ci ha lasciati. A rappresentare la “banda della Sperimentale” c’era però un valoroso tecnico che ci ha fatto il grande onore di presenziare, ma per il momento non vi possiamo svelare il suo nome.

 

Conoscere una leggenda

Riconoscete quest’uomo? Probabilmente no. Ma se siete dei veri appassionati di Gilera e se come noi, negli anni 80, vi nutirivate di benzina e giornali, allora avrete certamente sentito parlare di lui.

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l’ing. Lucio Masut

Quest’uomo è il leggendario ingegner Lucio Masut, che per buona parte degli anni 80 è stato il direttore tecnico della Gilera ad Arcore prima di diventarlo di tutta la Piaggio. Per chi non lo sapesse, l’ing. Masut è la mente che ha ispirato, pensato, seguito e sviluppato la maggior parte delle Gilera che noi tanto amiamo, a due e a quattro tempi. E, ovviamente, è anche colui al quale si deve la nascita della RV.

Noi di gilerarv200.it abbiamo avuto il piacere (e l’onore) di incontrarlo e di fargli alcune domande sulla nostra amata motocicletta. L’ingegnere non si è certo risparmiato e ci ha raccontato un sacco di retroscena ed espisodi, storie che abbiamo fissato nella nostra mente e che custodiremo per sempre dentro di noi a ricordo di questo incredibile incontro.

Oggi l’ing. Masut è il presidente di Pontlab, un laboratorio che si occupa di analisi dei più disparati materiali e composti. Ma quando noi eravamo dei ragazzini, era lui che compiva la magia di far passare una motocicletta dal disegno al tecnigrafo alla linea di produzione. Tutta la meccanica e la ciclistica della RV è roba sua. Un lavoro che è coinciso con la magica stagione delle 125 stradali più belle del mondo e che il nostro ingegnere ha saputo interpretare da vero motociclista quale egli è.

Dal nostro incontro è nata anche una piccola intervista, un video che metteremo quanto prima online a disposizione di tutti gli appassionati. Perché non puoi amare la RV se non conosci chi l’ha fatta. Grazie ingegnere!

Un gradito omaggio

In occasione della Mostra Scambio di Novegro, dove esponiamo una delle nostre Gilera RV, Massimo Porta, il vicepresidente del Registro Storico Testi, ha donato al nostro sito una copia del libro “Velomotor Testi, una lunga storia finita troppo presto”. E siccome il detto “non si finisce mai d’imparare” è sempre valido, siamo rimasti impressionati dalla storia e dalla genialità di Erio Testi, il patron dell’omonima casa motociclistica. Una storia che, da veri motociclisti, non potevamo che apprezzare.

Il nostro Stefano riceve da Massimo Porta il libro.

Il nostro Stefano riceve da Massimo Porta il libro.

Pronti a darti una mano

C’è grande fermento intorno al mondo della Gilera RV. Nuove iniziative, eventi e manifestazioni legate a questa motocicletta che amiamo tanto. Se volete far parte di questo mondo oppure soltanto essere messi al corrente di quello che faremo, scriveteci. Se invece siete alle prese con un acquisto, un restauro o semplicemente avete curiosità, scriveteci ugualmente: saremo ben felici di aiutarvi. A tutti coloro che ci contatteranno, regaleremo uno dei nostri adesivi. A presto.

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ADESIVO SERBATOIO

Compro una RV? Perché no!

La Gilera RV, che sia la 125, la 200 o la massima evoluzione 250 NGR, è un modello destinato a rivalutarsi. Lo diciamo perché, storicamente, chi arriva per primo viene sempre premiato. In altre parole, la RV ha interesse storico perché è stata la prima 125 moderna che ha lanciato la corsa delle sportive stradali. La Gilera RV è la prima 125 in assoluto su cui puoi trovare tutto il meglio della tecnica dell’epoca: ammissione lamellare, motore con contralbero di bilanciamento, avviamento elettrico, raffreddamento ad acqua con pompa di circolazione, lubrificazione con miscelatore separato, cambio a 6 marce con rapporti sempre in presa, ruota anteriore da 16 pollici, gomme di dimensione generosa, sospensione posteriore monoammortizztore progressivo.

Prima di lei nessun’altra moto poteva vantare un simile bagaglio tecnico. Ma non c’è solo la tecnica. La RV ha il suo posto nella storia del motociclismo perché è la prima motoleggera concepita come una moto di cilindrata più grossa, il primo modello costruito secondo criteri di affidabilità e standard. E questi sono fatti, non partigianeria: chi nega questo primato tecnologico e storico mente o per ignoranza o per malafede.

Viene però da chiedersi: vale la pena investire del denaro per tenere in casa una di queste motociclette? Attualmente è possibile attribuire un valore di circa 1500 euro per una RV perfettamente restaurata o correttamente conservata. Nel secondo caso, per correttamente conservato s’intende una moto che ha visto poca luce del sole, perché se è bianca avrà le plastiche ingiallite e i fondini della strumentazione scoloriti. Le rosse poi tenderanno al chiaro. Difficile, se non impossibile trovarla così dopo 30 anni, a meno che non sia un fondo di magazzino. E questo a prescindere dal motore, che deve comunque girare come un orologio svizzero.

Quindi, giocoforza, oltre all’acquisto della moto bisogna mettere in preventivo altro denaro per il ripristino e, come l’esperienza dei frequentatori di questo sito insegna, spesso il totale della spesa, cioè moto più restauro, supera il valore di mercato. Allora, se la RV ha un significato particolare per voi, non ne farete una questione di soldi, anche perché le cifre, in valore assoluto, sono alla portata di tutti. Quando c’è gente disposta a pagare 800 euro per un Iphone che dopo sei mesi ne vale la metà, capite che ci possono anche essere persone che possono spendere 1000 euro per una moto di 30 anni fa che, invece di perdere valore, si rivaluta col tempo. Ecco, il punto è questo. La RV si rivaluterà perché è la prima e, da questo punto di vista, merita di essere accolta nel vostro garage: un’ impagabile ventata di bei ricordi che, di questi tempi, non fa mai male.

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Siamo anche su TG com 24

Salve ragazzi i nostri sforzi per Novegro sono stati premiati: siamo stati citati in questo articolo

http://www.tgcom24.mediaset.it/motori/2013/notizia/gilera-rv-30-anniversary-auguri-speciali_2009426.shtml

Grazie a tutti per l’attenzione.

RV 125 30 anni dopo: i files segreti

“A volte lavorare per la Piaggio era molto complicato”: a dirlo è Paolo Martin, il papà della Gilera RV (ed RX), da noi incontrato nel suo atelier in provincia di Torino. Per il gruppo di Pontedera il designer torinese ha disegnato, tra gli altri, lo scooter GSA, i ciclomotori CBA ed ECO, Tg2 125, la 175/200T4, la Cosa e alcune moto che però non hanno mai superato lo stadio di prototipo. La coppia Gilera RV/RX è senza dubbio una delle sue creazioni più note.

“Ogni volta che andavo in Piaggio”, prosegue Paolo Martin, “c’era sempre qualcuno che storceva il naso. Io allestivo prototipi e lì non erano molto abituati a questo modo di lavorare. Diciamo che erano abbastanza conservatori e addirittura una volta misero dei giornali sulle vetrate per nascondermi. Il prototipo, tuttavia, è indispensabile. Prima di diventare moto vere, la RV e la RX sono state da me fatte di legno, per configurare dal vivo l’aspetto definitivo. I modelli e i disegni, infatti, non sempre dicono la verità perché quello che sembra bello in scala, potrebbe non esserlo a grandezza naturale. Il prototipo della RV, inoltre, era diverso tra il lato destro e il lato sinistro, in modo da offrire due ipotesi a confronto”.

Per arrivare alle linee definitive, Paolo Martin è partito da una serie di schizzi affinandoli volta per volta. Ed eccoli i disegni della RV, rimasti chiusi in un cassetto per 30 anni e che adesso rivedono la luce. Come potete vedere, la linea della RV si è sviluppata piano piano partendo da concetti e canoni di bellezza propri degli anni 80. Questo spiega il perché ci siano linee che ricordano la Honda VF 400 F (il cupolino, per esempio) e la Yamaha RD350 (il taglio sella/serbatoio): facile giudicare con gli occhi di oggi, ma nel 1983 lo stile era quello ed era ciò che la gente voleva. Siccome la RV doveva rappresentare una moto di svolta, la Gilera non poteva rischiare di proporre qualcosa di troppo fuori dagli schemi.

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

La eccezionalità delle immagini che pubblichiamo, ci permette di fare un gioco. Prendete una foto laterale della Gilera TG1/TG2 125 e immaginate di distorcerla con il computer. Il morphing che ne segue vi darà l’idea di come le linee della RV siano in qualche modo la naturale e più moderna evoluzione di quei concetti, che, ripetiamo, sono il fil rouge degli anni 80. Ed eccolo il famigerato cupolino, come si è evoluto disegno dopo disegno fino a diventare quello che conosciamo.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

foto per gentile concessione di Paolo Martin

 

Siamo quindi giunti al momento più emozionante del nostro racconto. Grazie alla cortesia di Paolo Martin, che ci ha messo a disposizione il materiale, ecco le foto della famosa RV di legno, il prototipo. Cerchi e parte della ciclistica sono di derivazione TG2, così come l’impianto di scarico. Il motore contiene elementi posticci (di legno anche questi) ancora da definire. Il lato destro qui raffigurato è quello che alla fine ha ottenuto l’ok da Pontedera.

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foto per gentile concessione di Paolo Martin

Quello sinistro, con alcuni elementi della carrozzeria rossi anziché bianchi, è stato scartato. Ma non è andato perso: la RV “sinistra” è quella che vedete nella fiche di omologazione: sì, proprio questa qua.

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Nessuno prima di noi aveva mai fatto vedere queste immagini sulla nascita dell RV. Un primato che non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Paolo Martin, che per questo ringraziamo.

A tu per tu con il mito

Un grande cantautore diceva “tu chiamale se vuoi emozioni”. La mia emozione è iniziata 30 anni fa quando ho visto per la prima volta la Gilera RV e ho deciso che avrei fatto di tutto per averla. Mi sono impegnato, sacrificato e finalmente è stata mia. Con “lei” ci ho fatto di tutto, ma mi sono sempre chiesto: “chissà come è nata, chi l’ha pensata? Allora non esisteva internet e quindi reperire le informazioni non era facile e le mie domande sono rimaste senza risposta. Dopo 25 anni ho deciso di creare il sito e con il tempo mio si è aperto un mondo, sono arrivati molti appassionati, ognuno con storie diverse. Tra una chiacchiera e l’altra, ecco spuntare di nuovo quella maledetta domanda di 30 anni fa: chi l’ha disegnata?

Scoprire il nome di Paolo Martin è stato come un faro che squarcia le tenebre e le illumina a giorno. Con un po’ di faccia tosta, ci siamo attivati, lo abbiamo contattato e lui ci ha invitato a casa sua: incredibile! Cosimo e io partiamo da Milano alle 12.30 verso Torino. Una volta arrivati all’appuntamento, chiamiamo Martin e lui ci viene a prendere. Non ci vuole molto: dopo una stradina sinuosa in mezzo alla campagna, dall’asfalto passiamo allo sterrato e poco dopo siamo nel regno del papà della RV.

Nel suo atelier ci accorgiamo subito che li c’è la storia del 21secolo: molti disegni, modelli di ogni tipo dagli asciuga capelli da muro ai coltelli alle biciclette modulari, ma quello che colpisce di più è un modello in legno in scala reale di un prototipo di una supercar, insomma c’è un mondo da scoprire.

L’emozione è tanta eccolo li davanti a noi il c’è papà della RV, colui che con il suo genio ha fatto sognare un intera generazione. Iniziamo a guardarci intorno, vediamo che sulle pareti ci sono modelli di legno di molte vetture famose anche prototipi di F1 anni 60 ad un tratto ecco una gigantografia dell’RV bianca con sella nera con dietro uno sfondo molto suggestivo una cascata. Martin inizia a raccontare le sue creazioni il tempo passa velocemente, di chiacchera in chiacchera arriviamo a parlare dell’RV.

Ci racconta degli aneddoti incredibili, dei difficili rapporti con la Piaggio troppo Vespa-centrica. E nonostante tutto nascono la RV e la RX. Impossibile riportare qui tutto quello di cui abbiamo parlato e quanto ancora, con innocente curiosità, avremmo voluto sapere. Potete immaginare come ci sentivamo quando abbiamo chiesto a Martin di firmarci alcuni pezzi della RV e lui ha accettato, apponendo il suo autografo sulle fiancatine. Insomma, per noi appassionati, è stato toccare il cielo con un dito.

 

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Stefano accanto ai disegni originali della RV

Stefano accanto ai disegni originali della RV

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La gigantografia della RV esposta nell’atelier di Paolo Martin

Il Maestro firma le nostre fiancatine

Il Maestro firma le nostre fiancatine

 

p.s. nello studio di Martin c’è una fotografia scattata proprio lì con Colin Chapman, il fondatore della Lotus. Uno dei tanti grandi personaggi per i quali ha lavorato il Maestro.

Un pomeriggio con…Paolo Martin

Ci sono cose che capitano una volta nella vita. Eventi eccezionali che hanno il potere di sciogliere in un colpo solo nodi stretti e sedimentati nel corso di anni e anni. Prendete la nostra RV: vi siete mai chiesti com’è nata? Come si è deciso di farla così, chi l’ha progettata?

Per dare una risposta a queste domande, abbiamo scavato nel passato e nel nostro cammino alla ricerca delle origini ci siamo imbattuti in un alleato prezioso e insostituibile: Paolo Martin.

Paolo Martin

Paolo Martin

A molti di voi questo nome dice poco. Sappiate, però, che lui è il papà della RV (e della RX). Sì, Paolo Martin, designer indipendente di fama internazionale, tra le migliaia di veicoli e oggetti che ha disegnato, nella sua lunghissima carriera si è anche occupato di definire lo stile della motoleggera Gilera che tanto amiamo.

Abbiamo avuto il piacere e il grande onore di essere ospitati presso il suo atelier in provincia di Torino. Con lui abbiamo trascorso un intero fantastico pomeriggio in compagnia dei suoi ricordi. Non capita tutti i giorni di stare seduti al cospetto di un personaggio di tale caratura, con accanto il mascherone di una supercar, circondati da disegni, foto, bozzetti e prototipi. Paolo Martin non si è risparmiato e ha ripercorso con noi gli anni favolosi del mondo dell’auto e delle moto, quando l’industria italiana primeggiava non solo nella tecnica, ma anche  – e soprattutto – nello stile.

Ci ha raccontato di come, sacrificando le ferie e lavorando giorno e notte, riusciva a tirare fuori da alcuni blocchi di polistirolo il prototipo di una Ferrari (la famosa Modulo 512). Oppure come spesso doveva scontrarsi con i committenti i quali, per ragioni industriali, finivano per porre un freno alla sua creatività: lui è un artista che ama tradurre in oggetti tridimensionali un’idea, un disegno, un’intuizione, non si possono mettere dei paletti a uno così. Una capacità che non si è limitata solo alle automobili e alle motociclette, ma che lo ha visto cimentarsi con successo anche nel campo del ciclismo, la nautica, l’aeronautica, i sistemi e le attrezzature industriali e le armi bianche, giusto per citare le prime che ci vengono in mente. E siamo convinti che lui sarebbe capace di ridisegnare, migliorandolo, qualunque oggetto. Del resto uno dei suoi motti è:

Mi creo continuamente problemi per il solo piacere di risolverli.

Paolo Martin

 

 

Per saperne di più su questo straordinario personaggio, visitate:

http://www.paolomartindesigner.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Martin

Quando Serena era Grandi

La decisione è stata presa: causa crisi, quest’anno non ci sarà il Motor Show di Bologna. E non si sa se la chusura è passeggera oppure per sempre. Se così fosse, morirebbe un altro mito della nostra adolescenza, un altro di quegli appuntamenti per noi irrinunciabili e che ci ha fatto tanto sognare. Alzi la mano chi non ci è andato nemmeno una volta. Noi comunque vogliamo ricordarcelo così, quando la madrina era Serena Grandi e la star la Gilera RV 250 NGR.

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Chiamatele se volete…rarità!

Grazie all’aiuto del nostro caro amico Daniele, siamo in grado di mostrarvi dei documenti eccezionali. Quello che vedete in queste fotografie è il corredo di scartoffie che in fabbrica veniva allegato a ogni RV pronta per partire verso i concessionari. Si tratta di una bustina di carta con un laccetto all’interno della quale si trovavano le chiavi di riserva e i vari certificati della moto.

Il laccetto veniva legato al manubrio e la maggior parte delle volte la busta andava persa perché il concessionario la cestinava oppure le metteva da parte per conservarsi uno storico delle moto consegnate. Daniele è fortunato ad averne una: un vero oggetto da collezionisti.

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RV…30 anni dopo

Era solo un’idea. Poteva essere una bellissima idea oppure una roba da dimenticare, il confine tra l’una e l’altra cosa è sempre molto sottile. Per poter essere bella e vincente, un’idea deve anche poter essere condivisa con altre persone. Più o meno è andata così con la creazione dell’RV30. L’idea di Stefano poteva rimanere tale, dimenticata, irrealizzata e invece è diventata realtà proprio grazie alla condivisione con tutti gli amici del gruppo. Ognuno ha fatto la sua parte, ciascuno ha dato il proprio apporto in termini pratici e teorici. Tutto finalizzato a un obiettivo: la realizzazione.

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E pensare che era poco più di un rottame quando il grande Andrea l’ha messa a disposizione del gruppo, pronta a essere trasformata grazie al…pensiero di tutti.

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Poi, piano piano tutti ci mettono qualcosa, una parola, una idea, una mano di aiuto. Fabio, Gianluca, Cosimo, Luciano e tanti altri a spingere nella direzione giusta. E i pensieri prendono forma, dalle ipotesi alle vesti definitive.

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E si lavora, si lavora duramente per raggiungere l’obiettivo. Sul bancone, in carrozzeria, in garage. Ogni posto diventa buono affinché l’idea, o meglio, il sogno si realizzi.

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Signori: la RV30 è una realtà, un sogno che si realizza. Esiste davvero e sarà esposta a Novembre a Novegro (MI).

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E siccome questo è un anno straordinario per la nostra RV, le sorprese non sono ancora finite. Non possiamo anticipare niente, ma vi possiamo garantire che rimarrete senza parole. Continuate a seguirci.

Recupero di una RV 200

Ci sarà pur spazio da qualche parte. Ci sarà pur qualcuno che vuole adottare questa povera motilla bisognosa di cure e affetto. E succede così: perso un padre, se ne trova un altro. Adottivo, certo, ma magari più appassionato e devoto.

 

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Shooting at Vairano di Vidigulfo (PV)

Today some active members of gilerarv200.it were at the circuit of Vairano di Vidigulfo (PV) for shooting. Their unbelievable bikes, shining and well restored, are the stars of a future reportage on a famous magazine.

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Four fabulous bikes were involved in shooting, like gorgeous and luxuriant models: RV 125 MKI, RV 125 MKII, RV 125 MKII red variant and the well known RV 200 MKI owned by mr. Stefano.

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There is no doubt that this day is another important step in the field of the initiatives and activities of the group. The bikes, of course, were the protagonists, but the drivers, with the motto “more gilera for all”, had their important role too. Do you recognize some of them?

 

Un nostro segreto

Tanta gente ci chiede perché ci troviamo a Zocca, il paese di Vasco Rossi. Perché siamo fans del cantante? No, il motivo non è quello, anche se Massimo si è presentato al terzo RV-Day “anche” per quello. La ragione per cui noi errevuisti ci troviamo a Zocca me l’hanno raccontata Stefano e Fabio e io qui ho deciso di renderla pubblica.

Dunque, dopo il primo RV-Day, si voleva cercare un posto che fosse il più possibile centrale ed equidistante dalle residenze degli errevuisti, in modo che tutti potessero partecipare al raduno. Ma prendere una località e basta sulla carta geografica non è sufficiente: occorre anche un punto di riferimento dove mangiare, dormire, riunirsi. E quello che abbiamo noi, scusate la presunzione, è il meglio che si possa desiderare.

Al Ristorante Bonfiglioli gli errevuisti hanno trovato davvero una seconda casa. C’è posto per le moto, si mangia da favola e all’occorrenza si può anche dormire, che cosa desiderare di più? Spendere poco. C’è anche quello: da Bonfiglioli, dopo aver mangiato di tutto e di più, aver assecondato il palato e deliziato la lingua con sapori meravigliosi, te ne vai con ancora il portafogli pieno in tasca perché i prezzi sono davvero ottimi.

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Ecco, uno degli ingredienti dei nostri RV-Day è il Ristorante Bonfiglioli, un posto che consigliamo a tutti se vi trovate da quelle parti. Noi l’abbiamo provato e riprovato e siamo convinti che sia il massimo. Noi ci torniamo sempre, più volte all’anno, con immenso piacere. Provatelo anche voi.

Bar Ristorante Bonfiglioli

Piazza Monsignor Domenico Saldinari, 35, 41059 Zocca (MO), Italia

tel: 059988451
ps: se non vi fidate degli errevuisti, provate a vedere in rete che valanga di commenti positivi si è meritato il nostro Bonfiglioli

 

Sì, anche noi!

Come tutti i gruppi seri, anche noi ci siamo dati alla creazione di merchandising. Adesivi, magliette, calendari e…intimo! Va bene, stiamo scherzando: le mutande le abbiamo fatte solo per gioco, ma le altre cose esistono davvero. Se volete un adesivo del gruppo, chiedetecelo: ve lo manderemo gratuitamente.

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Coming soon

Questa moto, questa RV davvero speciale, vi stupirà…

Continuate a seguirci

 

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L’abbandono di Arcore

Nell’ottobre del 1993,la fine della Gilera è stata quanto di più triste e inglorioso si possa immaginare. Subito dopo le ferie estive la Piaggio annuncia di voler chiudere lo stabilimento di Arcore. Per 369 dipendenti si aprono le porte della cassa integrazione. Verso fine ottobre, Arcore viene messa a soqquadro da una grande manifestazione di protesta dei dipendenti Gilera. Tutta la cittadina partecipa e i commercianti per solidarietà tengono giù le serrande. Mai vista tanta partecipazione. Eppure non cambia nulla: la Piaggio trasferisce a Pontedera le ultime produzioni dei cinquantini e sull’area dello stabilimento iniziano a girare gli avvoltoi della speculazione. Nei giorni di massima tensione si è pure assistito a dei saccheggi. Dalla fabbrica spariscono moto intere e un numero notevole di ricambi e documenti, tanto che gli stessi emissari della Piaggio non trovano parecchie cose. Umberto Masetti dice: “Io penso che se il commendatore (Gilera) sapesse quello che sta succedendo si rivolterebbe nella tomba. Lui era nato operaio e quella moto se l’ era costruita pezzo per pezzo. Eravamo i primi nel mondo, ora siamo gli ultimi”.

Quando i giapponesi ci facevano una pippa…

Nel dicembre 1986 la rivista inglese Performance Bikes pubblica la prova della RV 125 ES messa a confronto con la Kawasaki AR 125 LC. Della moto italiana gli inglesi dicono che non sembra una 125, ma una 250. Che è stabile, abitabile anche in due, bella, ben rifinita, ma il mordente del freno anteriore non è un granché e il motore muore quando dovrebbe esplodere. Certo, dicono gli inglesi, il motivo c’è: in Inghilterra vige il limite dei 12 CV e le RV che nascono da 21 CV devono essere strozzate e il motore così muore poco prima dei 6000 giri, cioè quando la RV libera entra in coppia. La Kawasaki invece è una specie di zanzara da 100 kg (la RV ne pesa quasi 140) con gommine 2.75 davanti e 3.00 dietro (la RV ha una 3.25 davanti e 3.50 dietro) che però ha un motore meglio sfruttabile nei suoi 12 CV e un freno anteriore con un sacco di mordente. Inoltre, grazie alla carenatura semi-integrale, va anche più veloce. L’articolo, però, conclude dicendo che comprerebbero la Gilera. Nel 1986, anche in questo campo, non temevamo confronti. Oggi non abbiamo più nulla. Fanculo! (scusate lo sfogo)